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26 apr 2022

Arancia meccanica in via Segantini. A Milano calci e pugni in strada per un braccialetto

Trenta giorni di prognosi per un ventottenne in auto con tre amici. Due ore dopo, baby gang in azione in corso Venezia

marianna vazzana
Cronaca
La violenza gratuita - come nel film di Kubrick - sta diventando troppo spesso la costante delle notti milanesi
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Milano - Calci e pugni all’addome e al volto per rubargli un braccialetto. Una rapina che è costata cara a un ragazzo di 28 anni, finito all’ospedale con ferite e traumi guaribili in 30 giorni. Picchiato anche l’amico, di un anno più giovane. E non è stata risparmiata neppure l’auto delle vittime, bersaglio di altri colpi che hanno mandato in frantumi un finestrino e fatto saltare uno specchietto sotto gli occhi di due ragazze terrorizzate, in quel momento sui sedili. La scena da arancia meccanica è avvenuta alle 2.30 di domencia in via Segantini, a pochi passi da via Gola e dal Naviglio Pavese.

La macchina con a bordo i quattro ragazzi stava avanzando in via Segantini quando si è trovata bloccata da un gruppo di giovani che occupavano il centro della carreggiata. Uno dei due ragazzi, il più grande, è sceso del veicolo per chiedere loro di spostarsi ma è stato subito aggredito con calci e pugni. Stesso trattamento per l’amico che ha provato a difenderlo. La violenza ha avuto fine solo con l’intervento di una Volante della polizia, che ha scatenato un fuggi-fuggi. Le ragazze sono state fondamentali per rintracciare due degli aggressori, perché all’arrivo della polizia li hanno subito indicati come "i responsabili", mentre scappavano.

Sono stati quindi bloccati a poca distanza e indagati per rapina in concorso: sono un italiano di 19 anni e un brasiliano di 25, il primo incensurato e il secondo con precedenti. Nel frattempo, i due feriti sono stati soccorsi da un’ambulanza e accompagnati al Policlinico in codice verde: il ventottenne, a cui è stato rubato il braccialetto, ha rimediato 30 giorni di prognosi a causa dei traumi e delle ferite riportati a volto e addome. Il ventisettenne, invece, se l’è cavata con 5. Tanto spavento per tutti e quattro, ragazze comprese. Ma la nottata violenta ha avuto una seconda parte. Perché alle 4.15, meno di due ore dopo, tre ragazzi diciottenni, sono stati aggrediti in corso Venezia da una baby gang: alla polizia hanno raccontato di essere stati avvicinati da un trio, due giovanissimi e una ragazza, che si sono scagliati addosso a uno di loro e poi hanno picchiato tutti e tre.

"Hai una sigaretta?", la banale domanda per accostarsi ai tre che passeggiavano in strada, dopo una serata di divertimento, senza destare sospetti. Quindi sono riusciti a bloccare il primo tenendolo fermo per un braccio e poi lo hanno buttato a terra. Anche gli altri due si sono trovati a fronteggiare i tre violenti, cercando di aiutare l’amico. A un certo punto, visto che gli aggressori non demordevano, due delle vittime si sono divincolate e sono scappate prendendo direzioni diverse, mentre il primo ragazzo aggredito è rimasto a terra. Nel frattempo, la baby gang (arraffato un cellulare) si è data alla fuga. Una Volante ha intercettato una delle vittime in via San Pietro all’Orto, zona Quadrilatero della Moda: i poliziotti hanno notato un ragazzo che correva spaventato, così lo hanno bloccato e tranquillizzato, invitandolo a raccontare cosa fosse accaduto.

Così ha spiegato che in corso Venezia si era appena imbattuto con gli amici in un trio di rapinatori violenti. L’altro ragazzo fuggito, nel frattempo, è stato individuato in zona piazza Cavour, pure lui in fuga dal pericolo. E i poliziotti hanno sentito anche la sua versione dei fatti, che combaciava con quella fornita dal primo. Nello stesso modo i due amici hanno anche descritto i tre ragazzi della baby gang. Quindi i poliziotti hanno poi perlustrato tutta la zona del centro, riuscendo ad avvistare il trio in piazza Mercanti, a due passi dal Duomo, che è un punto di ritrovo per bande di giovanissimi: una ragazza di 15 anni, italiana, e due ragazzi di 16, uno italiano e l’altro marocchino. Tutti con precedenti. La più giovane aveva addosso il cellulare appena rubato a una delle vittime. Tutto il gruppo è stato quindi indagato per rapina, lesioni e danneggiamento in concorso.

 

 

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