La vignetta disegnata da Bruno Bozzetto verrà portata in giro nelle scuole

Milano, 16 maggio 2018 - «Anche io ho subito del bullismo. A volte mi capitano ancora episodi ma ora non mi tengo più tutto dentro. Parlo con la mia insegnante e la mia mamma e insieme affrontiamo questi momenti di difficoltà». Un ragazzino lombardo di 12 anni ha consegnato la sua letterina a Paolo Picchio, papà di Carolina (la quattordicenne morta suicida nel 2013), che ha creato la Fondazione Carolina Onlus. Scrivere il proprio dolore è anche un modo per scacciarlo. E per rinascere. Tante vittime di cyberbulli, scrivendo, si rivolgono direttamente ai loro aguzzini e lasciano - a loro volta - tracce sul web, per dire che sono loro i più forti. C’è Elisa, 15 anni (nome di fantasia) che ai bulli dice «nonostante tutto, la vostra ignoranza mi ha reso più forte e ho sempre mantenuto il sorriso davanti a voi». Una 12enne ha deciso di cambiare scuola: «Mi sono rotta. E sappiate che non me ne vado da perdente, perché io non perdo, lascio perdere!».

Il centro di coordinamento nazionale per il cyberbullismo «ha preso in carico oltre 200 ragazzi, tra vittime e aggressori, dallo scorso autunno, trattando 4 casi gravi», evidenzia il responsabile Luca Bernardo. Nato grazie al protocollo d’intesa tra Miur e Casa pediatrica del Fatebenefratelli, in sei mesi ha svolto attività di sensibilizzazione in oltre 40 scuole medie e superiori, coinvolto oltre 11mila studenti e 1.200 docenti. Senza dimenticare 1.300 ore di laboratori educativi. Primo passo per «costruire una rete nazionale. Fondamentale continuare a supportare strutture come queste», sottolinea il ministro all’Istruzione Valeria Fedeli. Presto, aggiunge il referente operativo del centro, Ivano Zoppi, partirà una campagna che coinvolgerà gli oltre mille oratori delle Diocesi di Milano e Perugia. Milano contrasta bullismo e cyberbullismo su più fronti: lo scorso 5 aprile, Questura e Centro italiano per la promozione della mediazione hanno sottoscritto il «Protocollo Zeus». Ora, ai decreti di ammonimento del questore destinati a stalker, autori di maltrattamenti e bulli si affianca «l’ingiunzione trattamentale».

Chi riceve l’ammonimento deve rivolgersi al Cipm. Paolo Giulini, direttore, evidenzia «l’importanza dell’ammonimento» perché «ha una funzione preventiva». In cosa consiste il trattamento? « un intervento multidimensionale - spiega -. Intanto, il fattore forzoso della legge fa sì che la persona approdi verso chi può aiutarla. Dopodiché comincia l’ascolto clinico. Si agisce con interventi psicosocioeducativi complessi, che vanno nella direzione di potenziare l’empatia. I minori, spesso, non hanno consapevolezza della potenzialità offensiva e lesiva di queste condotte. E c’è la sensazione che la tecnologia sia come un guscio che rende meno grave un’azione». Ora si traccerà la strada per il «trattamento» dei cyberbulli ammoniti. Intanto, sono centinaia i responsabili di maltrattamenti e violenze e gli stalker seguiti dal centro, che gestisce pure il presidio criminologico territoriale del Comune di Milano. «Nel 2017 - sottolinea Giulini - abbiamo trattato 225 persone, di cui 82 nuovi accessi. Non è raro che chi commette violenze sia stato vittima di bulli».