Milano, 11 gennaio 2017 - Un bosco verticale, ma popolare. Dopo l’esperienza dei grattacieli chic di Milano, contesi a colpi di assegni e bonifici da cantanti di grido, vip e imprenditori, Stefano Boeri fa la rivoluzione low-cost al suo progetto, già replicato in diverse parti del mondo. L’operazione è quella di trasformare l’emblema dell’architettura sostenibile, il palazzo coperto interamente di alberi e arbusti, in un luogo da dedicare a giovani coppie, bisognose di un’abitazione confortevole a prezzi bassi.

Ma la svolta dell’housing sociale non andrà in scena in Lombardia, ma a Eindhoven, ricca città industriale del Brabante, nel sud dell’Olanda. Per capire le differenze, basta un paragone. Sulle principali piattaforme on-line dell’immobiliare, gli appartamenti che si affacciano sulla sky-line meneghina passano di mano a una media di 17mila euro al metro quadrato. E non si tratta di attici, ma di bilocali da 75 metri su piani intermedi. Il target vip del progetto verde dell’archistar è dimostrato anche dalle spese di condominio: 1.500 euro al mese. Cifra che è quasi il triplo di quello che pagheranno (al massimo) per il solo affitto gli inquini che abiteranno la torre di Eindhoven. Nei Paesi Bassi, infatti, a una casa popolare si ha diritto se si guadagna meno di 38mila euro all’anno (ma il costo della vita è ben più alto rispetto all’Italia) e il canone massimo applicato arriva a 681 euro. A questo rigido standard si dovranno adattare anche le 120 fortunate coppie di sposini che vivranno nei loft progettati dallo studio italiano. «Ogni appartamento - spiega la collaboratrice di Boeri Francesca Cesa Bianchi - sarà sotto i 50 metri quadrati, ma disporrà di un albero, di 20 cespugli e più di 4 metri di terrazzo. Tramite l’utilizzo della prefabbricazione, la razionalizzazione di alcune soluzioni tecniche di facciata, e quindi l’ottimizzazione delle risorse, sarà il primo prototipo di Bosco Verticale destinato ad alloggi sociali». Come a dire, non aspettatevi le finiture esclusive del luogo scelto dal calciatore Perisic. Meno lusso, meno superfici vaste, niente piscina sospesa sui palazzi di Porta Nuova. Ma anche centinaia di migliaia di euro in meno da pagare.

La torre olandese viene costruita su commissione dell’immobiliare Sint Trudo, prevede di arrivare a 75 metri di altezza per 19 piani. In tutto gli appartamenti saranno 120. Un progetto «che conferma la possibilità di unire le grandi sfide del cambiamento climatico con quelle del disagio abitativo», fa notare Boeri, che ha già replicato il celebre modello milanese in diverse location, dalla Cina al Sud America, dall’Asia centrale all’Albania, passando per la Svizzera e l’Europa del nord. Fin qui, però, si era trattato di alberghi di lusso o di case destinate ai nuovi ricchi. Ora, si costruisce un edificio popolare. Che non rinuncerà però alle tipiche caratteristiche dell’architettura verde teorizzata dallo studio milanese. «Sulle sue facciate la torre ospiterà 125 alberi e 5.200 tra arbusti e piante. In pratica si creerà all’interno dell’ambiente metropolitano un habitat verde per lo sviluppo della biodiversità, vero e proprio ecosistema con oltre 70 specie vegetali differenti in grado di contrastare l’inquinamento atmosferico, grazie alla capacità degli alberi di assorbire oltre 50 tonnellate di anidride carbonica ogni anno», annuncia orgoglioso l’ex assessore milanese. Tutto questo in attesa che l’Aler lombarda raccolga la sfida.