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7 ott 2018

Segrate, ora è via Enzo Jannacci

Lo “stradun per andare all’Idroscalo” intitolato al cantautore

7 ott 2018
valeria giacomello
Il sindaco Paolo Micheli tra il comandante Mario Del Deo  e Paolo Jannacci, figlio del musicista-cardiologo cantore della milanesità
Il sindaco Paolo Micheli tra il comandante Mario Del Deo e Paolo Jannacci, figlio del musicista-cardiologo cantore della milanesità
Il sindaco Paolo Micheli tra il comandante Mario Del Deo  e Paolo Jannacci, figlio del musicista-cardiologo cantore della milanesità
Il sindaco Paolo Micheli tra il comandante Mario Del Deo e Paolo Jannacci, figlio del musicista-cardiologo cantore della milanesità

Segrate (Milano), 7 ottobre 2018 - Commozione e tanti sorrisi alla cerimonia di intitolazione della tangenzialina di Novegro a Enzo Jannacci, l’artista e medico scomparso nel 2013 che nelle sue canzoni si è più volte ispirato ai luoghi cari ai milanesi.

La strada, lunga circa 500 metri, si innesta a Nord sulla grande rotonda della Circonvallazione Idroscalo e costeggiando il perimetro Ovest del quartiere si inserisce su via Novegro raggiungendo così la via Rivoltana a Sud. Un’opera a lungo attesa da cittadini e pendolari, che ha permesso di spostare il traffico di attraversamento fuori dall’abitato del quartiere. Fin dalla sua apertura, avvenuta un anno fa, era stato deciso che la nuova via non avrebbe potuto trovare una intitolazione più adatta. Così sullo "Stradun per andare all’Idroscalo", come Enzo cantava nel celebre brano in dialetto “El purtava i scarp del tennis” , si sono ritrovati il figlio Paolo, le autorità cittadine e tanta gente comune a celebrare uno dei più grandi cantori dei nostri tempi, scomparso cinque anni fa. «Nessuna via è più azzeccata di questa da intitolare al maestro Jannacci», ha raccontato il sindaco Paolo Micheli, rigorosamente in scarpe da tennis. «Il cardiologo cantautore, che si è meritato il titolo di medico del cuore e dell’anima, è stato un poeta sincero, protagonista di una stagione probabilmente irripetibile in cui Milano fu un’incredibile laboratorio di idee e di arte. Le sue canzoni, le sue storie, la sua creatività a 360 gradi e i suoi personaggi disgraziatamente eroi, hanno fotografato momenti di vita meneghina e di un’Italia che girava a mille: ispirata, solidale e concreta. Jannacci ha saputo raccontare la sua città e il suo paese splendidamente: in note, sul palco e in televisione, facendo ridere, piangere e riflettere. Prima ancora che un grande musicista, Jannacci è stato un uomo che cantava, cantava soprattutto ai milanesi. Quello della comunità segratese - è un tributo a un uomo e artista vero ma anche a Milano e alla sua umanità. Tutti noi possiamo riconoscerci nelle canzoni di Jannacci, un autore che vorremmo far conoscere anche alle nuove generazioni».

La tangenzialina, un contenitore di nuove storie come ha ricordato l’assessore alla Cultura Gianluca Poldi, per qualche ora ha risuonato, oltre che del rumore del traffico, anche delle note stralunate e sincere dei brani più famosi di Enzo interpretati dai musicisti della Banda dell’Ortica. «Sono molto felice e porterò questo momento per sempre nel mio cuore», ha commentato Paolo Jannacci, visibilmente commosso dal sentito tributo. «Questa zona è particolarmente vicina alle idee e alla sensibilità del mio papà e ha un significato profondo anche per me, mi fa sentire bene. Quando sono all’estero penso all’Idroscalo e mi sento a casa».

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