Mattia Palazzi (Newpress)
Mattia Palazzi (Newpress)

Mantova, 24 dicembre 2017 - Dopo i giorni della gogna mediatica, duri ma inevitabili di fronte ad accuse gravi come la concussione (seppur tentata) condita da uno scenario a luci rosse, dopo la tensione degli interrogatori e il sollievo di una schiarita, per Mattia Palazzi è tornato il sereno.

Ieri mattina il sindaco era in piazza Mantegna, davanti alla maestosa facciata di Sant’Andrea, e sono stati tanti i passanti di ogni età che hanno voluto stringergli la mano, esprimendo sostegno e incoraggiamento. Nelle scorse settimane proprio lì qualcuno dei suoi più fieri oppositori aveva cercato consensi alla luce dello scandalo sessuale che era scoppiato sulla testa del primo cittadino. A giudicare dalle apparenze, i detrattori di Palazzi hanno avuto meno successo dei suoi sostenitori. Durante la sua breve apparizione il sindaco non è stato lasciato solo un momento: lo hanno avvicinato signore di una certa età, giovani, professionisti ed esercenti; insomma uno spaccato di Mantova, da quella che frequenta i salotti più in vista, a quella che nemmeno si immagina che ci siano. Non mancava una fetta della città impegnata nella cultura, un settore al quale Palazzi tiene particolarmente, tanto da aver tenuto per sé la delega del settore. I simpatizzanti non erano certamente militanti politici, che pure si trovavano nella stessa piazza. Il sabato mattina, infatti, era stato scelto dalle forze politiche di maggioranza, a cominciare dal Pd, per un volantinaggio a sostegno dei sindaco. Le quattro liste che hanno appoggiato la sua vittoriosa candidatura nel 2015 volevano propagandare i risultati ottenuti dalla giunta in due anni e mezzo di lavoro. I promotori del gazebo non potevano immaginare che l’iniziativa si sarebbe sovrapposta alla notizia della richiesta di archiviazione, alla scoperta che le chat sono state falsificate dalla vicepresidente dell’associazione culturale “Mantua me genuit”, Elisa Nizzoli.

I testi contenevano la richiesta di favori sessuali in cambio di un trattamento di favore per la sua associazione, che in realtà il sindaco non aveva mai fatto. La sostanziale cancellazione dell’accusa più grave (resta in piedi quella di abuso d’ufficio) ha fatto passare in secondo piano tutto il resto, dal boom turistico e dalla ripresa economica concretizzatisi con Mantova capitale della cultura, ai progetti urbanistici di grande impatto, al recupero di gioielli come il Palazzo del Podestà. «Continuano ad arrivare innumerevoli messaggi di concittadini - ha spiegato il sindaco - ero certo che la città sarebbe stata dalla mia parte». La riprova, racconta, l’ha avuta ieri sia in centro che durante l’inaugurazione di un campo da rugby in periferia. Il volantinaggio della mattinata serviva anche ad allontanare il sospetto di incrinature nella maggioranza che sostiene Palazzi. Che taglia corto nell’affrontare il terreno, sempre insidioso, delle alleanze politiche: «Se la mia vicenda ha inciso nella maggioranza? La risposta è sì, l’ha resa ancora più solida. E i numeri coi quali è stato approvato il bilancio l’altra sera lo dimostrano».