MARIO BORRA
Cronaca

Mare e navigazione per guarire. Salperà la “Vela del Samaritano“

Tre giorni in barca nel mar Ligure a settembre per malati oncologici e loro accompagnatori

Mare e navigazione per guarire. Salperà la “Vela del Samaritano“

Mare e navigazione per guarire. Salperà la “Vela del Samaritano“

Migliorare la cura attraverso la bellezza della natura e assaporare esperienze diverse che possano sostenere anche a livello psicologico il percorso della malattia: tutto questo può essere realizzato col progetto che l’associazione “Il Samaritano“ ha promosso e riservato ad una decina tra pazienti ed accompagnatori. Si chiama in maniera evocativa “La vela del Samaritano“ e punta, come ha ribadito ieri Gigi Cecconi, ideatore dell’iniziativa poi proposta al sodalizio di assistenza, "a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e dei loro cosiddetti caregiver promuovendo il temporaneo distacco dalla routine della cura che può essere efficace per la ripresa psicologica e tonificante per il fisico". L’evento è realizzato con l’Associazione di Promozione Sociale “I Tetragonauti“, specializzata nell’accompagnamento in mare di persone fragili, ed è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Banca Popolare di Lodi. Ieri, dopo la breve presentazione del presidente del Samaritano, Roberto Franchi, sono stati rispettivamente Cecconi e lo skipper della barca a vela bialbero “Lady Lauren“ Gabriele Gaudenzi a spiegare l’iniziativa. "Il progetto nasce dal desiderio di valorizzare l’azione del caregiver e quello che fa per l’ammalato ma anche per dare un sollievo, per spezzare la routine delle cure e migliorarne il valore psicologico" ha detto Cecconi. "Vogliamo far star bene le persone perchè nuovi itinerari devono aprire anche idealmente nuovi orizzonti" ha spiegato Gaudenzi. Il giro in barca si terrà quindi per tre giorni, dal 20 al 22 settembre, nel santuario dei Cetacei del Mar Ligure, navigando con un bialbero di 22 metri. "La scelta di usare un natante ha anche un significato simbolico – hanno evidenziato – quando si sale in barca, si lascia a terra ciò che non serve, si riscopre l’essenziale e ci si concentra maggiormente sulle proprie emozioni, vivendo il tempo con maggiore qualità". Considerata la delicatezza dei pazienti, la navigazione sarà pianificata per raggiungere un porto in breve tempo. I costi sono sostenuti da Il Samaritano, grazie all’elargizione della Fondazione: ai partecipanti si chiederà solo un contributo.