Lavoro
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Legnano (Milano), 4 dicembre 2020 - Lo hanno presentato come un "accordo pilota" in Lombardia, un patto territoriale fra sindacati, Comuni e imprese con l’obiettivo di far fronte alla raffica di esuberi previsti anche sul territorio dell’Altomilanese quando verrà meno il blocco dei licenziamenti. E per contrastare un rischio che si presenta sempre nelle situazioni di crisi: l’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti e il sistema delle gare al massimo ribasso che scaricano i risparmi sulle spalle dei lavoratori. "Il territorio dell’Ovest Milano ha avviato un importante processo di costruzione di una strategia locale che sappia fronteggiare e governare la situazione di criticità che sta vivendo l’economia del territorio" spiega Jorge Torre, segretario generale della Cgil Ticino Olona.

A firmare il protocollo territoriale sono Cgil, Cisl e Uil, Afol Ovest Milano, Confcommercio Legnano e Milano, Confartigianato e Confindustria Altomilanese, la Conferenza dei sindaci presieduta dal primo cittadino di San Giorgio, Walter Cecchin, il sindaco di Canegrate Roberto Colombo, che presiede la Consulta Economia e Lavoro. La sfida principale sarà quella di ricollocare, in imprese che avranno bisogno di forza lavoro, le persone che nei prossimi mesi si troveranno senza un impiego per effetto di crisi aziendali destinate a esplodere. Nel territorio della Città metropolitana la fine del blocco dei licenziamenti potrebbe avere un impatto su 60-80mila lavoratori, secondo le ultime stime di Afol Metropolitana, E l’Altomilanese potrebbe trovarsi a fare i conti con migliaia di nuovi disoccupati da reinserire. "Il protocollo intende costruire una rete territoriale – sottolinea Torre – che sia capace di promuovere la riqualificazione e ricollocazione di chi ha perso il lavoro, o sta beneficiando degli ammortizzatori sociali, cercando di rispondere ai bisogni di numero sempre più crescente di lavoratori interessati da processi di trasformazione sia della struttura economica che delle competenze a loro richieste per rimanere nel mercato del lavoro". Una cabina di regia, si legge nel protocollo, per "avviare un meccanismo di analisi costante degli andamenti economici e dei bisogni formativi e professionali così da poter condividere nel tempo le politiche per il lavoro", per indirizzare gli investimenti e le misure anticrisi.

Un capitolo è dedicato anche all’integrazione del welfare aziendale con quello pubblico. Si aprirà un confronto "con l’Asst, le Aziende sociali del Legnanese e del Castanese e con il Piano di zona per sviluppare servizi da offrire a lavoratori ed aziende utili ad affrontare la fase economica e sociale determinata dalla crisi epidemiologica, anche collegando le politiche per il lavoro a quelle sociali". In quattro punti viene inoltre sintetizzato l’impegno delle imprese sul fronte degli appalti e degli affidamenti diretti. Nelle gare privilegiare "il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che consente di valutare la qualità complessiva delle offerte, invece che il criterio del massimo ribasso"; Controllare che le imprese aggiudicatarie applichino i contratti collettivi nazionali del settore. Un punto di partenza, con buoni propositi che dovranno essere tradotti nella realtà, per contrastare l’emergenza occupazionale che potrebbe colpire duramente anche il territorio dell’Altomilanese.