L’Olona rimane uno dei fiumi più inquinati d’Italia
L’Olona rimane uno dei fiumi più inquinati d’Italia

Legnano (Milano), 3 dicembre 2018 - Diminuiscono le aldeidi della Perstorp, ma il fiume Olona risulta comunque tra i più inquinati d'Italia. A darne notizia l’avvocato legnanese Franco Brumana, portavoce del gruppo «Amici dell’Olona», che da anni conduce una battaglia ecologica nel nome di uno dei fiumi più inquinati d’Italia. «I dati della concentrazione degli aldeidi al momento dello scarico nel depuratore sono evidenti – spiega Brumana –. Dal 12 novembre, data di messa in funzione del nuovo impianto, gli aldeidi sono diminuiti». In ogni caso l’impianto per ridurre la presenza di aldeidi nei reflui diretti al depuratore è stato predisposto da molto tempo dalla Perstorp, e questo impianto non riguarda la fase di produzione, ma solo lo scarico dei reflui.

La concentrazione media di aldeidi, almeno per la Perstorp, risulta quindi essersi ridotta rispetto al recente passato, con un risvolto positivo anche nei confronti dell’aria respirata da chi vicino al fiume ci abita. Meno aldeidi nel fiume, meno inquinamento olfattivo in zona. Abbattere questi elementi nocivi in fase di produzione significa infatti bloccare i conseguenti miasmi che stanno ammorbando non solo Castellanza, ma anche tutti i comuni rivieraschi a valle. I problemi però non sono risolti, perché la Perstorp non è l’unica azienda ad avere il dito puntato da parte degli ecologisti.

Nelle scorse settimane infatti gli «amici dell’Olona» hanno fatto senza remore il nome della Ecosis. «Il sindaco di Castellanza avrebbe istituito un tavolo per affrontare la questione ed avrebbe avviato un «percorso» concordato con Perstorp, Ats, Provincia di Varese e Prealpi Servizi per evitare miasmi in fase di produzione – spiega Brumana –. Si accenna poi a un’altra azienda “sotto esame”, ma si evita di rivelarne il nome. Gli amici dell’Olona non hanno timore a rivelare che si tratta della Ecosis». Secondo gli ecologisti legnanesi, gli odori molesti delle scorse settimane non sarebbero stati rilevati nella zona della produzione della Perstorp ma in prossimità di Ecosis e al tavolo tecnico non è stata presente l’Ats che avrebbe potuto riferire sulla nocività delle esalazioni.

La Ecosis non è stata chiusa, perché gli odori molesti non sono stati ritenuti un danno ambientale. Ha solo ricevuto la diffida della provincia di Varese a sistemare il suo impianto di abbattimento degli odori entro sessanta giorni. «Durante questo periodo l’azienda in questione sarà libera di inquinare l’aria respirata dai cittadini di Castellanza, ai quali si tenta di far credere che devono portare pazienza».