L'Auchan di Rescaldina
L'Auchan di Rescaldina

Rescaldina (Milano), 10 gennaio 2020 - Espansione sì, ma cercando di restituire almeno in parte quello che il territorio ha dato. Questa sembra essere la linea perseguita da Auchan, che pare intenzionato realmente a mettere in atto l’idea della realizzazione di una fattoria urbana. Dalla semplice idea a un progetto reale la distanza non è esigua, ma adesso sembra che la forbice fra pensiero e realtà si stia piano piano assottigliando. Un esempio evidente è il sondaggio che Auchan ha commissionato a una società di statistica proprio in merito alla possibilità di realizzare una fattoria urbana sul tetto del nuovo edificio che nascerà nell’area del centro commerciale. Un orto? In realtà si tratterebbe di una struttura differente, che punta soprattutto sulla valorizzazione delle risorse locali. Secondo il concetto fondante dell’agricoltura urbana, infatti, il progetto dovrebbe prevedere tanto l’utilizzo di risorse locali quanto l’impiego di personale residente nel territorio. Oltre alla relazione diretta con i consumatori. 

In sostanza questa fattoria urbana diventerebbe una sorta di mercato a chilometro zero sul tetto del supermercato: un mercato che produrrebbe frutta, verdura e pesce che sarebbe poi a disposizio per essere acquistato da ristoranti e commercianti della zona. Un progetto senza dubbio ambizioso - si tratterebbe di coprire una superficie di circa 4.000 metri quadrati sul tetto del nuovo edificio -, ma che potrebbe forse più di altri portare una reale compensazione al paese rispetto all’impatto ambientale che in tutti questi anni Auchan ha avuto su Rescaldina.

Il sondaggio che è stato recentemente avviato sui social network - sulla medesima piattaforma era stato indetto qualche mese fa quello nel quale si chiedeva ai consumatori quale nuovo nome volessero attribuire al supermercato - non ha però suscitato particolare entusiasmo fra i rescaldinesi. Anzi. In tanti contestano questa iniziativa sostenendo che, soprattutto in un momento così delicato per i tanti lavoratori che il cui impiego è in bilico per il passaggio di proprietà del supermercato, forse sarebbero altri i temi a cui pensare. Sotto accusa anche la posizione, non certo felice dal punto di vista della salubrità dell’ambiente circostante, in cui sorgerebbe la fattoria urbana. A poche centinaia di metri in linea d’aria rispetto ad Auchan, infatti, non è un segreto che si trovi la discarica di Cerro Maggiore. Non più in funzione, va detto. Ma il terreno non è di certo stato bonificato ed è stato dimostrato in passato che la qualità dell’aria da quelle parti non sia sempre stata delle migliori.

Non che le coltivazioni verrebbero svolte su terreni “contaminati”, sia chiaro. E di rischi concreti e certificati all’interno dell’area di certo non ve ne sono. Forse però come opera di compensazione per l’impatto che Auchan e il suo ampliamento possono avere sul territorio si poteva pensare a qualcosa di differente. Magari di maggiormente funzionale a un paese che di fatto, viabilità a parte, da questo colosso del commercio ha ricevuto ben poco dando invece parecchio in termini di vivibilità, traffico ed economia. Ora si attende il prossimo passo di Auchan, anche se più che della fattoria urbana ai cittadini di Rescalda, Rescaldina e dei paesi circostanti interessa conoscere il destino di chi lavora all’interno del supermercato.