Virginio Brivio e gli ospiti nel cortile di Villa Manzoni
Virginio Brivio e gli ospiti nel cortile di Villa Manzoni

Lecco, 16 luglio 2020 - Può il bilancio sociale di fine mandato trasformarsi in un momento di emozione? La risposta è sì perchè quello di ieri a villa Manzoni per Virginio Brivio non è stato solo un atto amministrativo dovuto ma in qualche modo si è trattato di un saluto alla città e ai suoi cittadini dopo dieci anni di governo. Ed è lo stesso sindaco uscente a dirlo apertamente: "È il mio ultimo atto prima della campagna elettorale, un bilancio che vuole parlare di numeri e non di polemiche perché è giusto che i cittadini sappiano cosa si è fatto ma anche quello che non si è riusciti a fare".
È il passaggio di testimone ai quattro candidati che si sfideranno per succedergli a palazzo Bovara nel cortile interno della villa che fu del lecchese più illustre.

"Tra gli 83 obiettivi che ci eravamo prefissati ne abbiamo raggiunti 73 (il 75%, ndr ), tutti accomunati da un unico filo rosso: il lavoro di squadra perché di fenomeni non ce ne sono. Anzi diffidate: lo abbiamo visto durante l’emergenza". Tra gli obiettivi raggiunti Brivio ricorda "l’area della Piccola acquisita dal Comune (quattro milioni di euro, ndr ) dopo trentatrè anni" ma anche quello più recente della Torre Viscontea, non dimentica le difficoltà per sistemare il Teatro ("una delle opere più complesse da gestire"), la nuova sede del Comune (6,4 milioni) e la ritrovata sintonia "con i dipendenti dell’amministrazione". L’ultimo passaggio di quello che passerà passare alla storia come il suo discorso di commiato Brivio lo regala "al settore sociale in cui Lecco da sempre è all’avanguardia e che lo ha dimostrato con la nascita del Girasole, la società compartecipata da Comune e associazioni del terzo settore". Il sociale che "durante l’emergenza Covid ha dimostrato di saper fare rete a prescindere dalla connotazione politica", spiega Brivio come a voler indicare al suo successore il lascito a cui tiene di più.