Gli alberi decapitati
Gli alberi decapitati

Lecco, 11 settembre 2018 – Sette alberi che ombreggiavano un parcheggio di Lecco sono stati praticamente decapitati. A denunciarlo sono i portavoce del Comitato AlberiAmo Lecco Ciro Lamberti, Pierfranco Mastalli, Alessandro Ghioni e Giorgio Buizza, che puntano il dito contro l'ennesimo scempio di piante in città. “Forte è stata la sorpresa nel vedere, grazie alla segnalazione di una cittadina, come sono stati trattati gli alberi di via Goito, un filare di sette alberi a foglia rossa che arredavano e facevano ombra su un parcheggio di auto in mezzo ai capannoni – spiegano -. Le fronde non ci sono più, le piante sono state recise e mozzate a circa un metro e settanta da terra. La città di Lecco non dispone un regolamento del verde che potrebbe dare una mano a gestire meglio il verde esistente, ma siamo convinti che una maggiore sensibilità non si conquista solo con nuove ulteriori norme e con lo spauracchio di eventuali sanzioni”.

Gli alberi capitozzati sono della varietà Prunus cerasifera pissardi, frutto di un innesto di una pianta a foglia rossa su un portainnesto: l'unione genera alberi di modesta dimensione caratterizzati dal fogliame rosso scuro con fioritura rosata a primavera e, se le condizioni lo consentono, a frutti rossi eduli, leggermente più aspri delle solite susine. Chi ha potato i pruni ha asportato la zona dell’innesto lasciando solo il fusto del selvatico che, se sopravviverà, darà origine a rami, strutturalmente deboli e con solo foglie verdi. Poi, preannunciano gli esperti, subentreranno i funghi, le carie, i buchi, le carenze strutturali, i punti di insicurezza e, a quel punto, il taglio finale sarà obbligatorio. “Purtroppo la sopravvivenza di questo breve filare piantato in mezzo all’asfalto con cordoli di cemento a fare da protezione, non è per nulla certa proseguono dal Comitato AlberiAmo -. Per ora, i tronchi fanno una pessima figura; le auto resteranno posteggiate al sole, la città avrà perso un’altra nicchia di vegetazione. Ciascun cittadino, dei propri alberi, formalmente può fare ciò che vuole, anche ridurli a stuzzicadenti, anche se i benefici degli alberi si distribuiscono si tutti i cittadini. Quando avremo trasformato tutto in cemento, asfalto e legna da ardere constateremo con amarezza e preoccupazione che la nostra vita dipende anche dagli alberi e che una città senza alberi è una città invivibile”.

Nel corso dell'estate gli attivisti del Comitato di amanti del verde e degli alberi hanno scongiurato l'abbattimento di l'olmo secolare di via Salvatore Sassi, che avrebbe dovuto essere raso al suolo anch'esso per lasciare posto ad un parcheggio ma che invece continua a svettare grazie alla levata di scudi, mentre non hanno potuto nulla per salvare sette alberi che crescevano sul Lungolario Isonzo e appunto gli altri sette di via Goito.