Sale a 26 vittime accertate il bilancio della tragedia nel nord dell'India. Sarebbero invece 170  le persone disperse. Il bollettino è in continuo aggiornamento.  Incalcolabili i danni causati domenica dal crollo di una parte di un ghiacciaio che ha provocato l'esondazione di due fiumi, con devastanti inondazioni nel distretto di Chamoli, nello stato di Uttarakhand, a ridosso dell'Himalaya. La valanga ha distrutto dighe, centrali idroelettriche e ponti, spazzando via diverse strade.  

La causa 

Il motivo esatto del disastro rimane ancora poco chiara ed oggi gli scienziati hanno raggiunto l'area. Oltre agli effetti del cambiamento climatico, gli attivisti locali hanno anche preso di mira le numerose costruzioni di dighe e infrastrutture idroelettriche lungo i fiumi e le montagne dell'Uttarakhand, che sostengono stiano destabilizzando la fragile regione dell'Himalaya dal punto di vista ecologico e provocando eventi meteorologici più estremi. Nell'area ci sono 550 dighe e impianti idroelettrici, un altro centinaio sono in costruzione.

Ipotesi smottamento

Geologi e glaciologi indiani stanno convergendo sull'ipotesi che la causa prima del diluvio d'acqua sia stato causato da uno smottamento, che avrebbe trascinato in basso il ghiacciaio. Lo scrive il quotidiano The Hindu. Sharat Chandra, direttore del Central Water Commission, l'istituto di ricerca di Delhi che sta studiando le cause del disastro, ha dichiarato al quotidiano: «Ci vorrà tempo per verificare la causa della tragedia. I crolli dei ghiacciai si verificano abitualmente per la presenza di uno o più laghi sotto il ghiaccio», mentre «le rilevazioni satellitari e quelle di Google Earth non mostrano tracce di laghi di questo tipo nell'area», ha aggiunto Chandra. Secondo lui, «occorrono ulteriori analisi, resoconti accurati sulle condizioni climatiche e dati per confermare che si sia trattato del cedimento del ghiacciaio».