Reddito medio in Lombardia, i dipendenti pubblici superano i privati

Negli ultimi otto anni la Lombardia ha perso 35mila commercianti mentre in tutte le province è cresciuto il numero di contratti subordinati

Una donna al computer
Una donna al computer

Milano, 14 dicembre 2023 – Cresce il numero dei lavoratori dipendenti e indipendenti, ma calano drasticamente gli autonomi, mentre sono in crescita gli iscritti alle gestioni separate, soprattutto nel post laurea e tra i professionisti. Lo rileva l’Osservatorio Inps, che ha aggiornato al 2022 i dati di tutti gli assicurati presso le diverse gestioni previdenziali, dipendenti e autonomi (la quasi totalità degli occupati regolari, sono esclusi infatti solo i professionisti iscritti alle Casse previdenziali degli ordini professionali e poche altre tipologie di lavoro autonomo occasionale esentate da contribuzione a fini previdenziali).

Per quanto riguarda la Lombardia, nel 2022, sono 4.999.954 i lavoratori dipendenti e indipendenti, in crescita del 2,4% rispetto al 2021 e del 3,2% rispetto al 2019, leggermente sopra la media nazionale. Il reddito medio si attesta poco sotto i 29mila euro, ma con forti differenze tra le diverse gestioni. Se i dipendenti pubblici hanno una media di 33,4 mila euro e i dipendenti privati sono poco sopra i 29mila euro, si scende a poco più di 14mila per autonomi e operai agricoli, addirittura a 1.400 euro per voucher e lavoro occasionale.

Guardando ai dati delle singole province, ovunque si vede l’aumento generalizzato dei lavoratori dipendenti del settore privato, che crescono dopo la contrazione del 2020 dovuta alla pandemia: facendo il confronto tra il 2014 ed il 2022, si parla di oltre 500mila persone in 8 anni, mentre il pubblico, pur in aumento, non ha avuto lo stesso ritmo, con ‘soli’ 49mila dipendenti in più a livello regionale. Sempre nello stesso lasso di tempo, c’è però una contrazione di ben 50mila artigiani e 35mila commercianti.

Tra il 2019 ed il 2022, si evidenza l’andamento positivo dei parasubordinati, dovuta soprattutto all’incremento dei post-laurea e dei professionisti. Tra le province lombarde, ad esempio, a Brescia erano 1.013 nel 2014, sono diventati 1.188 nel 2019 e sono arrivati a quota 1.678 nel 2022; importante la crescita anche nella provincia di Pavia, dove sono 2.554 nel 2022 contro i 1.956 del 2014 e i 1.947 del 2019.

A livello di reddito, questo fa una grande differenza: quello medio è infatti di meno di 17mila euro per i post-laurea (di fatto giovani spesso al primo impiego), mentre per i professionisti si parla di una media annua di meno di 24mila euro. Resta penalizzato anche il lavoro femminile.

Il reddito medio in Lombardia è di circa 23mila euro, sotto la media regionale, con differenze, anche qui tra i vari impieghi. Le lavoratrici sono più presenti nel lavoro domestico (circa l’85%), dove il reddito medio è di circa 9mila euro all’anno. Nel pubblico sono il 67%; anche qui persiste un gap salariale, con un reddito medio di poco più di 30mila euro (rispetto ai 33 mila euro complessivi); ancora più forte il gap nel privato, dove le donne sono il 42% e percepiscono 23mila euro all’anno.