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25 gen 2022

Le mamme avevano previsto tutto

valentina bertuccio d'angelo
Cronaca

Le mamme lo sapevano. Le mamme sanno sempre tutto e sapevano già prima che la scuola riaprisse, che sarebbe stata una fregatura ma di quelle grosse. Per gli equilibri familiari ma soprattutto per loro stesse, che in bilico tra gli impegni ci sanno stare da sempre. Solo che adesso il Covid, le quarantene, la dad, le file per i tamponi e tutto l'ambaradan che ricomincia da capo al primo caso positivo in classe, hanno definitivamente rotto l'equilibrio. 
E ora alle mamme (sì, certo, anche ai papà, ma come mi disse una volta una ginecologa allargando le braccia "i figli gira e rigira alla fine sono compito delle mamme") si chiede l'impossibile: di lavorare come se non avessero figli a casa ogni due per tre, e di stare dietro ai figli (a casa ogni due per tre) come se non dovessero lavorare.
Non è un caso che adesso da alcune Regioni stia arrivando l'appello al Governo a semplificare ulteriormente le regole. Si tratta però di ricette legate alla vaccinazione e che quindi escludono i piccoli under 5, che pure vanno al nido o alla scuola dell'infanzia. Vi prego di risparmiare il pensiero, purtroppo comune tra le stesse donne, che l'asilo non è un parcheggio. Certo che lo è, ANCHE. E' una splendida opportunità per i bimbi di crescere e imparare in compagnia ed è un modo per liberare le donne dall'unico compito che qualcuno vorrebbe che avessero: la cura dei figli. 
Da due anni a questa parte, però, sia i bimbi sia le mamme sono private di questa opportunità. I bambini in età scolastica perdono pezzi, alcuni restano indietro nell'apprendimento, e le mamme - se non perdono direttamente il lavoro - perdono la sanità mentale dietro alla gestione del tutto. E, ultima considerazione non meno importante: a chi vengono lasciati i bambini in quarantena o in Dad, alle brutte? Ai nonni, proprio quelli che meno dovrebbero avere a che fare con bimbi potenzialmente positivi. Ricordiamoci di loro - donne e nonni - quando tutto sarà finito. Bisognerà dire un grazie grosso come una casa.

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