Pronto soccorso
Pronto soccorso

Il caso dell'uomo di 54 anni finito all'ospedale di Legnano con il pene incastrato nel peso di un bilancere è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi al limite tra realtà e leggenda che puntualmente si verificano in tutti i pronto soccorso. In Italia e non solo. Perché è risaputo, la fantasia e anche qualche perversione di troppo non hanno confini. Per medici e infermieri in prima linea nei reparti di emergenza non è così raro trovarsi di fronte a pazienti con necessità piuttosto bizzarre e anche un pizzico divertenti. Anzi, capita più spesso di quanto si possa pensare. I casi sono talmente numerosi, soprattutto negli ultimi anni, che hanno pure ispirato diversi programmi televisivi, molto apprezzati dagli amanti del trash più estremo. Gli incidenti coinvolgono un po' tutti: donne e uomini, l'età media si aggira intorno ai 40 anni, ma è possibile imbattersi in pazienti più anziani, anche 80enni. I casi più comuni? Dalla rimozione di oggetti incastrati nei sacri orifizi alle lesioni dei genitali, fino ad arrivare, come appunto accaduto a Legnano, a peni "strangolati" da anelli di metallo. Incidenti assurdi con conseguenze dolorose, ma fortunatamente più esilaranti che gravi.

Attenzione ai mobili

Vi ricordate la scena di Fantozzi, quando all'inizio della mitica Coppa Cobram, tentò di inforcare la bicicletta "alla bersagliera" senza accorgersi della mancanza della sella? Ecco, un caso simile (anche se l'oggetto è assolutamente diverso) si è verificato a un uomo, arrivato al pronto soccorso lamentando un dolore lancinante al "lato B". Un dolore causato dalla gamba di uno sgabello. L'uomo ha spiegato al personale sanitario che lo sgabello si era rovesciato proprio mentre si stava sedendo. Evidentemente senza biancheria intima, l'esito è stato tragico. Sempre restando in tema di mobili, un paziente è giunto all'ospedale zoppicando. Facile pensare a una brutta contusione. E' invece l'ecografia a svelare la verità: l'uomo aveva il piede di un tavolino conficcato nell'ano. Al termine dell'intervento di rimozione, ecco la richiesta al personale medico: "Vi prego, non ditelo a mia moglie".

Giochi erotici finiti male

Il capitolo dei giochi erotici finiti male è un grande classico, quando si parla di interventi al limite della follia nei pronto soccorso. Un episodio singolare ha visto come protagonista un uomo che si è presentato in ospedale camminando con difficoltà. Gli esami radiologici hanno accertato la presenza di una zucchina incastrata nel retto. Un guaio che il malcapitato ha cercato di giustificare, parlando di un banale incidente domestico e di una caduta in bagno proprio sopra la busta della spesa. A un altro paziente è stata invece trovata una bottiglia da 33 centilitri nell'addome, in un altro caso a provocare il dolore era il tappo di una bomboletta spray. Senza dimenticare i pazienti costretti a richiedere le cure dei medici per la presenza sgradita di lattine, coltelli, forchette e vari oggetti di metallo all'interno del corpo.

Pericolosi rimedi fai da te

Ci sono poi gli episodi che riguardano i rimedi fai da te. E' infatti successo che un uomo arrivasse al pronto soccorso accusando dolori ai genitali. Il poveretto ha raccontato di essere stato assalito da un attacco di calcoli renali. Cercando di trovare sollievo, ha pensato bene di infilarsi nell’uretra un tubetto di vetro. Peccato che il tubetto sia andato in frantumi, dentro e fuori dall’orifizio. E c'è anche chi è stato costretto a correre in ospedale per la frattura del pene. Il motivo? Un rapporto troppo focoso. Un evento raro, ma possibile: in questi casi i medici spiegano che l'intervento riparatorio deve essere effettuato entro 48 ore.

Quello strano certificato

E' anche capitato che una coppia di giovani entrasse al pronto soccorso con una richiesta davvero unica. Il ragazzo, probabilmente dopo aver fatto il pieno di coraggio, ha chiesto al medico di turno un certificato per attestare la perdita della verginità della sua compagna. A quel punto il personale sanitario sconcertato ha preteso ulteriori spiegazioni. Ma i fidanzati, comprendendo la follia della richiesta, hanno preferito andarsene.