Stresa (VB) - “Una cabinovia che permetta il flusso di mille persone potenziali all’ora cambierebbe completamente l’immagine della nostra montagna, insieme a un panorama unico, permetterebbe di osservare la bellezza di sette laghi”. Marcella Severino, sindaca di Stresa, è al lavoro insieme con gli altri sindaci per immaginare un futuro nuovo e diverso per il Mottarone, rivitalizzando il turismo e ricostruendo sulle macerie. Come racconta a iNews24.it, il Comune di Stresa si costituirà parte civile per i danni all’immagine, perché “siamo passati alle cronache di tutto il mondo in modo negativo. Ora è il momento di trovare la verità, mi auguro, nel più breve tempo possibile, e che venga fatta giustizia per quello che è successo“. 

Inoltre, spiega la sindaca “ovviamente l’impianto adesso è sotto sequestro ed è tutto bloccato, ma stiamo lavorando per il suo futuro. Dobbiamo già essere pronti con una progettualità. Due settimane fa sono stata a Roma dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, e insieme agli altri sindaci, gli abbiamo portato nostre proposte. Abbiamo una visione territoriale che prevede impianti a fune di ultima generazione e che metta in collegamento il Lago d’Orta con il Lago Maggiore“. Non si sa ancora se la funivia, dopo il dissequestro, sarà gestita da enti pubblici o nuovamente da privati: “È presto per dirlo. Adesso bisogna capire cosa si vuole fare e come finanziarlo - continua Severino -. Chiaramente chiederemo aiuto ai parlamentari del nostro territorio. Dopo le vacanze incontrerò il presidente della Regione Alberto Cirio per mettere in campo un lavoro di squadra focalizzato sul nostro territorio“.

Ieri consulenti tecnici e avvocati hanno preso parte all’incidente probatorio sul luogo dove il 23 maggio è precipitata la funivia, causando la morte di quattordici persone. A causa del maltempo c’è stato un rallentamento dei rilievi e oggi il sopralluogo continuerà. «Sugli aspetti tecnici posso dire che è cominciata una verifica dello stato dei luoghi. Abbiamo un quesito particolarmente ampio e complesso disposto dal gip, che consentirà ai tecnici di svolgere tutti gli accertamenti sull’impianto, sulla fune e sul sistema frenante, per capire la dinamica e le cause di questo terribile incidente, ma anche lo stato della manutenzione», dice Armando Simbari, avvocato della famiglia di Eitan, il bambino sopravvissuto alla strage del Mottarone, in merito all’incidente probatorio di oggi. 

Sul futuro processo, il legale aggiunge: «Siamo in una fase in cui è tutto da verificare, bisogna aspettare i primi esiti e accertamenti. Il collegio dei periti del giudice e del pm è composto da professionisti validi. Anche io, come rappresentante del bambino, ho nominato un consulente tecnico che si occuperà di fare da collante tra la Procura e il collegio dei periti. Da parte nostra c’è il massimo sforzo tecnico e giuridico per accertare tutti i profili di responsabilità oggettiva e soggettiva. Vogliamo capire cosa è accaduto e a chi attribuire le responsabilità, perché possa essere celebrato un processo che renda giustizia a un minore e alla sua famiglia».