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19 mag 2022
19 mag 2022

L'Europa critica l'Italia: processi eterni, pochi giudici e troppi avvocati

Per arrivare a una sentenza di primo grado ci vogliono in media 700 giorni, per il terzo 1.600. Plauso alla riforma Cartabia, la digitalizzazione può ridurre i tempi della giustizia

19 mag 2022
Un momento della manifestazione degli avvocati della camera penale davanti il Tribunale di Roma di piazzale Clodio, sede della città giudiziaria, contro il disegno di legge che prevede la videoconferenza e la sospensione della prescrizione, Roma, 10 aprile 2017. ANSA/ANGELO CARCONI
Troppi avvocati in Italia e pochi giudici secondo l'Europa
Un momento della manifestazione degli avvocati della camera penale davanti il Tribunale di Roma di piazzale Clodio, sede della città giudiziaria, contro il disegno di legge che prevede la videoconferenza e la sospensione della prescrizione, Roma, 10 aprile 2017. ANSA/ANGELO CARCONI
Troppi avvocati in Italia e pochi giudici secondo l'Europa

Bruxelles - In Italia ci sono ancora pochi giudici e troppi avvocati, i tempi della giustizia sono tra i piu' lunghi dell'Unione (la situazione e' peggiorata con il Covid) ma la riforma Cartabia e' buon passo in avanti, in attesa di ottenere gli esiti sperati. E' il quadro che traccia la Commissione europea dell'Italia nel suo rapporto annuale sui sistemi giudiziari. Per arrivare a una sentenza di primo grado in cause civili o commerciali in Italia servono quasi 700 giorni (in base ai dati del 2020) in confronto ai meno di duecento dei primi dieci Paesi classificati.

In Germania, ad esempio, ne servono poco piu' di duecento. In Spagna meno di cinquecento. Lenta anche la Francia dove ci vogliono poco piu' di 600 giorni. Per una sentenza di secondo grado in Italia ci vogliono oltre mille giorni (meno di trecento in Germania) e per il terzo grado bisogna attendere quasi 1.600 giorni (i piu' lenti, dopo l'Italia, Spagna con meno di 900 giorni e Malta poco piu' di 800).

Il Paese risulta in fondo alla classifica anche per numero di giudici: undici ogni 100 mila abitanti, contro i 25 della Germania, per non parlare dei 40 dell'Ungheria (comunque non modello di Stato di diritto). E' ben piu' alta invece la classifica del numero di avvocati. Circa 400 ogni 100 mila abitanti che portano l'Italia a essere il quarto Paese nell'Ue per numero di legali in proporzione alla popolazione. Negli ultimi dati riferiti al 2020, e' alle spalle di Lussemburgo, Cipro e Grecia, con i primi due Paesi in vetta alla classifica con oltre 450 avvocati ogni 100 mila abitanti.

In Germania il rapporto avvocati/popolazione e' la meta' di quello italiano, con 200 legali ogni 100 mila abitanti, mentre in Francia e' di un quarto (100 ogni 100 mila). La Svezia si conferma il Paese con meno avvocati d'Europa, con circa 60 legali ogni 100 mila abitanti. Se i numeri sono ancora molto critici con Roma, il giudizio politico della Commissione europea e' decisamente piu' benevolo. "Diamo un giudizio molto positivo delle riforme della Giustizia in Italia e ora monitereremo che effettivamente verranno realizzati gli obiettivi", ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders.

"Ho avuto molti scambi con la ministra Marta Cartabia nel corso dell'anno per vedere come fare progressi", ha spiegato. Reynders, che ha inoltre apprezzato la "decisione di investire nella digitalizzazione", ha ricordato che "la riforma della Giustizia, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione e la riduzione dei tempi dei processi, fa parte del Piano di Recovery italiano". "So che non e' facile e che bisogna trovare la strada per il compromesso", ha evidenziato Reynders che si e' mostrato ben aggiornato sulla situazione anche politica del Paese.

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