FEDERICA PACELLA
Cronaca

Donazione degli organi: il 70% dei lombardi dà il consenso. Ma nell’ultimo anno cresce il fronte del no

Bergamo è l’unica grande città nella top ten nazionale delle più generose. Vedano Olona (Varese) è al settimo posto tra i centri di medie dimensioni. Tra i piccoli Rovescala (Pavia) è secondo in Italia. La paura resta un freno

Volontari di Aido durante un’iniziativa per sensibilizzare alla donazione di organi finalizzata ai trapianti Oggi il consenso si può dare nei Comuni al rinnovo della carta d’identità

Volontari di Aido durante un’iniziativa per sensibilizzare alla donazione di organi finalizzata ai trapianti Oggi il consenso si può dare nei Comuni al rinnovo della carta d’identità

Milano – «Elena era in terapia intensiva quando il suo coordinatore dei trapianti la svegliò, le tenne forte la mano e le disse che era stato trovato un donatore. Oggi Elena rende omaggio al suo donatore e alla sua famiglia. Senza il suo trapianto suo marito sarebbe rimasto vedovo cinque mesi dopo il matrimonio e i suoi figli non sarebbero mai esistiti". "Era il 20 febbraio quando Marco ha ricevuto un doppio trapianto che ha risvegliato i suoi sogni e gli ha restituito la vita. Oggi continua a guardare con speranza e riconoscenza verso chi gli ha dato l’opportunità di vivere pienamente la sua vita". Sono alcune delle storie di persone che hanno ricevuto un trapianto di organi, riportate da Aido Lombardia, a testimonianza di quanto un ‘sì’ possa fare la differenza.

Secondo il report dell’Indice del dono, pubblicato dal Centro nazionale trapianti del Ministero della Salute in vista della 27esima edizione della Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti che si celebra domani, la regione è al nono posto in Italia per indice del dono, calcolato sulla base di quanti hanno comunicato il consenso alla donazione, possibilità che può essere espletata direttamente all’anagrafe comunale, in occasione del rinnovo della carta d’identità. Per il 2023, risulta che il 69,9% dei cittadini che possono esprimersi hanno detto sì, mentre c’è un 30% che ha negato questo consenso.

La Lombardia è sopra la media nazionale, ma rispetto al 2022,c’è un leggero calo di consensi (l’anno precedente era il 71,1%). Nella classifica dei comuni più generosi, per quanto riguarda la top 10 delle città più grandi per la Lombardia compare solo Bergamo, al decimo posto per indice del dono; nessun lombardo rientra tra i primi 10 dei comuni medio grandi, mentre per i medio piccoli spicca Vedano Olona (Varese, al settimo posto in Italia) e tra i piccoli c’è Rovescala (Pavia, al secondo posto con il 96,6% di consensi).

Poca informazione, paure ingiustificate, sono in genere alla base delle opposizioni, che però, se dovessero continuare a crescere, potrebbero rappresentare un problema, perché un ‘no’ espresso in vita deve essere, giustamente, rispettato, indipendentemente dalla volontà dei famigliari dopo il decesso. Da qui l’importanza della comunicazione e dell’informazione, fatta soprattutto attraverso le testimonianze di chi ha ricevuto un trapianto, come quella di Giuseppe, pubblicata dal Centro nazionale trapianti. "Mi hai ridato la forza di vivere, mi hai ridato la speranza! Il tuo dono d’amore non è andato sprecato".