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27 ott 2019

Pazzo autunno, Coldiretti: ancora zanzare, boom di cimici asiatiche

Allarme parassiti in campagna: strage di frutta

27 ott 2019
(DIRE) Cesena, 19 apr. - La cimice asiatica fa un po' meno paura all'ortofrutta romagnola. Arrivano infatti nuovi risultati sul fronte della lotta alla Halyomorpha halys, presente dal 2012 in Emilia-Romagna e insaziabile quando attacca pere, pesche, mele e kiwi. Un insetto che depone le uova almeno due volte all'anno con un potenziale riproduttivo fino a 285 uova per femmina. Per combatterla, tecnici, ricercatori, cooperative e imprese agricole nel 2016 si sono associati in un Gruppo operativo per l'Innovazione, Goi, promosso dal Centro ricerche Produzioni vegetali, e finanziato dalla Regione. Ne e' scaturito un progetto triennale, "Halys", che e' arrivato a individuare nuovi sistemi di difesa "sostenibili e rispettosi dell'ambiente". Tra questi le reti protettive e multifunzionali, le trappole a feromoni e i predatori naturali, sui quali in Cina e' stato raggiunto un equilibrio grazie alla massiva presenza di un antagonista naturale, la "vespa samurai", la cui importazione in Europa pero' e' vietata, anche se quest'anno la sua presenza e' stata segnalata accidentalmente in regione.    Sotto il profilo della difesa, spiega la coordinatrice del progetto, Maria Grazia Tommasini, e' stata dimostrata l'utilita' di tecniche quali l'impiego delle reti multifunzionali, che attualmente rappresentano uno degli strumenti "piu' performanti", e anche di "alcuni predatori naturali" appartenenti alle famiglie Reduvidae, Nabidae, Tettigonidae. Da qui l'importanza di preservare l'integrita' e la funzionalita' degli agroecosistemi per far fronte alla diffusione di specie invasive. Per quanto riguarda le trappole a feromoni, hanno evidenziato una "buona capacita' di attrazione nei confronti di tutti gli stadi di sviluppo mobili della cimice asiatica".   (Som/ Dire) 16:09 19-04-1
La cimice asiatica, che infesta le coltivazioni di pere, mele, pesche, kiwi (Dire)
(DIRE) Cesena, 19 apr. - La cimice asiatica fa un po' meno paura all'ortofrutta romagnola. Arrivano infatti nuovi risultati sul fronte della lotta alla Halyomorpha halys, presente dal 2012 in Emilia-Romagna e insaziabile quando attacca pere, pesche, mele e kiwi. Un insetto che depone le uova almeno due volte all'anno con un potenziale riproduttivo fino a 285 uova per femmina. Per combatterla, tecnici, ricercatori, cooperative e imprese agricole nel 2016 si sono associati in un Gruppo operativo per l'Innovazione, Goi, promosso dal Centro ricerche Produzioni vegetali, e finanziato dalla Regione. Ne e' scaturito un progetto triennale, "Halys", che e' arrivato a individuare nuovi sistemi di difesa "sostenibili e rispettosi dell'ambiente". Tra questi le reti protettive e multifunzionali, le trappole a feromoni e i predatori naturali, sui quali in Cina e' stato raggiunto un equilibrio grazie alla massiva presenza di un antagonista naturale, la "vespa samurai", la cui importazione in Europa pero' e' vietata, anche se quest'anno la sua presenza e' stata segnalata accidentalmente in regione.    Sotto il profilo della difesa, spiega la coordinatrice del progetto, Maria Grazia Tommasini, e' stata dimostrata l'utilita' di tecniche quali l'impiego delle reti multifunzionali, che attualmente rappresentano uno degli strumenti "piu' performanti", e anche di "alcuni predatori naturali" appartenenti alle famiglie Reduvidae, Nabidae, Tettigonidae. Da qui l'importanza di preservare l'integrita' e la funzionalita' degli agroecosistemi per far fronte alla diffusione di specie invasive. Per quanto riguarda le trappole a feromoni, hanno evidenziato una "buona capacita' di attrazione nei confronti di tutti gli stadi di sviluppo mobili della cimice asiatica".   (Som/ Dire) 16:09 19-04-1
La cimice asiatica, che infesta le coltivazioni di pere, mele, pesche, kiwi (Dire)

Milano, 27 ottobre 2019 - Non cadono le foglie dalle piante che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare a testimoniare un autunno pazzo, che si classifica nella top ten dei più bollenti dal 1800 con una temperature di 1,27 gradi superiore la media di riferimento sulla base dei dati Isac Cnr di settembre. E' quanto emerge dall'analisi della Coldiretti diffusa in occasione del gran caldo anomalo su tutta la Penisola. Oltre a bloccare la normale caduta autunnale delle foglie, l'allungamento della fase vegetativa delle piante rischia addirittura di far ripartire le fioriture, con il pericolo di esporle ai danni di un prevedibile forte abbassamento delle temperature.

"Ma nelle campagne gli effetti si fanno sentire anche - precisa la Coldiretti in un comunicato - per i parassiti che sono rimasti attivi con le temperature miti e attaccano più facilmente le colture come la cimice asiatica che ha invaso città e campi coltivati dove sta facendo strage di frutta".  Nei frutteti della Valtellina ,dove l'insetto sta assaltando i meli, si sono registrati danni che in alcune delle zone colpite arrivano fino al 50% del raccolto. La stima è della Coldiretti Lombardia che nelle scorse settimane ha raccolto le segnalazioni degli agricoltori della provincia di Sondrio cotretti a fare i conti per la prima volta con questi insetti pericolosi che proprio a causa dei cambiamenti climatici si stanno moltiplicando nelle campagne e in città, causando danni in Italia stimati per ora in circa 250 milioni di euro alle produzioni di mele, pere, kiwi, ma anche pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivai. "Gravi problemi sta causando anche la mosca olearia che attacca gli ulivi favorita dal caldo che danneggia - continua la Coldiretti - anche il ciclo vegetativo di agrumi e cachi che in questa fase avrebbero bisogno del freddo". 

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