Crema, fedeli contro l’unione pastorale: pronti allo sciopero della Messa

Rivolta in parrocchia per la prospettiva di unire i frati dei Sabbioni con Ombriano. Il comitato prepara il picchetto per domenica: il vescovo ci ripensi

Un sacerdote (repertorio)
Un sacerdote (repertorio)

Crema (Cremona) “Non vogliamo rinunciare ai frati e non vogliamo che la nostra parrocchia scompaia". Sciopero della messa? Al momento no, ma i fedeli non escludono di mettere in pratica anche questa forma di protesta.

Succede in un quartiere di Crema, dove domenica il comitato per la difesa della parrocchia dei Sabbioni si riunisce alle 10 davanti alla chiesa di San Lorenzo per far sentire, ancora una volta, il no all’unione pastorale con la vicina realtà di Ombriano. Un no forte e deciso. La rivolta in questo piccolo lembo di Bassa lombarda è iniziato mesi fa, quando fu annunciato che il convento dei frati cappuccini, nel frattempo rimasti in tre, che curavano anche la parrocchia, sarebbe stato chiuso entro tre anni.

Una mobilitazione era partita per salvare quella che gli abitanti del borgo vedono come una ricchezza. "Non mettiamo in campo azioni di forza – dice Fiorino Patrini, del comitato – ma vogliamo farci sentire. Da ormai due anni si è deciso di togliere i frati da questa parrocchia. Prima ci è stato detto che non c’erano vocazioni ed era necessario chiudere. Poi il vero motivo è saltato fuori: l’unione pastorale con Ombriano, decisa dal nostro vescovo Daniele Gianotti". E proprio con il vescovo il comitato ha chiesto un incontro prima del 15 febbraio, data nella quale il prelato sarà a Cremona per parlare, ancora una volta, con il padre provinciale frate Angelo per vedere se sia possibile far rientrare la decisione della chiusura del convento. Alla domanda d’incontro non è ancora stata data risposta.

"Il vescovo era a Roma dal Papa, ma confidiamo che nei prossimi giorni ci concederà udienza. Abbiamo chiesto di parlare anche con il sindaco per chiedergli di sostenerci", prosegue Patrini. Anche se il primo cittadino Fabio Bergamaschi può ben poco negli affari di Chiesa. Quando mesi fa la decisione di fare ritirare i frati fu comunicata, ci fu anche un’assemblea con il vescovo . E fu allora che venne comunicato il futuro della comunità, ovvero quella di una "collaborazione stretta" con la parrocchia di Ombriano. Che i fedeli locali non vogliono.

Ora la situazione è ancora bloccata. Due le ipotesi: fermare l’unione pastorale con i vicini e tenere i frati o far partire i frati e riunire la parrocchia con Ombriano. Difficile l’ipotesi di unire nella gestione della parrocchia di Sabbioni l’autorità della curia locale e quella di un ordine. Intanto, tra un anno esatto i religiosi lasceranno sguarnita la parrocchia. L’incontro del 15 febbraio sembra essere cruciale per il destino della chiesa, istituita negli anni ’50 proprio da una divisione da Ombriano. Ora l’ipotesi è quella di tornare a fondersi in una sola realtà con quasi 8mila anime. La più grande del Cremasco. Ipotesi che i fautori dell’indipendenza non vogliono. Pronti anche allo sciopero.