Sandro Neri
Sandro Neri

Milano, 25 ottobre 2020 - Il rapporto di Confartigianato Lombardia pubblicato dal Giorno ieri rivela un dato da non sottovalutare: la seconda ondata del Covid costerà 20 miliardi. E impoverirà ulteriormente l’economia del Paese. Ancora più allarmanti le ricadute sociali, come dimostrano gli episodi dell’altra sera a Napoli. La gente ha, sì, paura del coronavirus, ma inizia anche a toccare con mano il dramma di una crisi socioeconomica senza precedenti. E capace di produrre un altro milione di disoccupati entro poche settimane. Molte le imprese a rischio sopravvivenza. In prima fila palestre, piscine, centri sportivi. Ma a tremare sono anche bar e ristoranti, che dovranno anticipare la chisura serale alle 18. 

A settembre, stando a una stima della Confcommercio, oltre 400mila dipendenti di bar e ristoranti sono rimasti a casa senza lavorare. La metà circa del totale degli occupati nell’intero settore. Un dramma e anche una beffa per gli imprenditori che hanno investito ingenti risorse nell’adeguamento di impianti e strutture ai nuovi protocolli anticovid, in particolare per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti. Trattare allo stesso modo una piccola trattoria a rischio assembramento e un ristorante con ampi locali, in grado di assicurare il necessario distanziamento, appare davvero un atto di profonda ingiustizia. Senza dimenticare il diverso livello dei contagi tra regioni e tra grandi centri urbani e piccoli comuni.

Le chiusure indiscriminate rischiano di dare il colpo di grazia a intere categorie che in alcuni casi hanno dovuto investire tutti i risparmi per tenere in vita le attività e non portare i libri in tribunale. In fondo chiudere è la soluzione più semplice per tentare di stroncare il virus, ma è anche la più costosa per le prevedibili ricadute sul tessuto socioeconomico. Sia il premier che i principali leader politici continuano a escludere lockdown totali su base nazionale. Ma già il susseguirsi di annunci catastrofici su nuove imminenti restrizioni alimenta il panico nelle persone sempre più impaurite dal Covid e la sfiducia in chi gestisce esercizi commerciali e attività produttive. A prescindere da quello che deciderà il governo - la bozza del nuovo decreto prevede un forte giro di vite - sarebbe fondamentale ritrovare un po’ di equilibrio per consentire alle persone di continuare a lavorare e a condurre una vita personale e familiare il più possibile normale. Rivolte come quella di Napoli vanno stigmatizzate ma non sottovalutate, perché nascondono un crescente disagio in un’ampia fascia di popolazione che non si fida più del governo e delle sue decisioni in materia di contrasto alla pandemia