Milano, 23 ottobre 2020 - 

LETTERA

Milano come Codogno del marzo scorso? Saremo anche meglio attrezzati nello scovare il virus, ma perché ci siamo ritrovati in queste condizioni? Di questo passo anche l’ordinanza di coprifuoco rischia di essere insufficiente. E non è solo un problema di scuola. Antonio C., Milano

RISPOSTA

Ciò che infastidisce di più è il retrogusto di confronto-scontro politico in qualsiasi decisione presa a fronte di un’emergenza che in fin dei conti si è quasi cercata e rincorsa per mesi. Il fatto “pesante” è l’ennesimo sacrificio chiesto alla scuola. Il ritorno alla didattica a distanza per le scuole superiori è una sconfitta, tributo per “salvare” il trasporto pubblico. Un secondo anno scolastico messo in discussione o comunque in crisi dopo che già il precedente era stato archiviato con una sanatoria. In crisi perché se in estate nelle scuole si era proceduto a riorganizzare gli spazi, sugli aspetti di supporti tecnologici per la didattica da casa siamo al punto di mesi fa. In attesa che aerei ricognitori tornino a sorvolare i cieli di Milano in queste settimane di coprifuoco, come vorrebbe uno scenario che ricorre a definizioni da conflitto bellico, resta da vedere cosa succederà per tutto il resto nel capoluogo lombardo che ha dei numeri da chiusura totale, secondo gli esperti. La retorica dell’emergenza è sempre ricca di atti di coraggio, chissà che la città non trovi una rotta diversa.