Milano, 26 ottobre 2020 - Sono stati 5.762 i nuovi positivi registrati in Lombardia nella giornata di domenica, con 35.285 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 16,3% in crescita rispetto agli ultimi giorni. In aumento i ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali delle dodici province: 231, diciotto in più rispetto a sabato; mentre sono 2.326 i pazienti colpiti dal Covid 19 e in cura negli altri reparti, con un aumento dunque di 173 unità. Sul fronte dei decessi ieri se ne sono contati 25, il che porta il totale complessivo dall’inizio della pandemia a 17.235. A Milano, da alcune settimane “osservata speciale“, sono stati segnalati 2.589 casi, di cui 1.217 in città. I nuovi positivi a Varese sono 907, a Monza 588, a Como 398, a Pavia 254, a Brescia, 246, a Bergamo 182, a Lodi 98, a Lecco 96, a Cremona ottanta, a Mantova trentatré e a Sondrio undici. La Lombardia resta sempre la regione che fa segnare il numero più alto di nuovi casi, seguita dalla Campania (2.590 quelli riscontrati ieri), dal Piemonte (+2.287), dalla Toscana (+1.863) e dal Lazio (+1.541). Guarite e dimesse, sempre ieri, 439 persone. Cresce anche la pressione sugli ospedali.

"Quadro sempre più allarmante"

"Nel giro di 24 ore i cento posti letto del reparto si sono saturati – racconta Pierachille Santus, primario della Pneumologia del Sacco di Milano –. Siamo di fronte a un quadro che si fa via via più allarmante". Sono state una sessantina le persone arrivate ieri al pronto soccorso del presidio ospedaliero. "Andava attivato prima l’obbligo di indossare sempre la mascherina – sottolinea Santus – da integrare con dei controlli rigorosi sul rispetto di questa regola". "Per il momento – aggiunge Vittorio Demicheli, direttore dell’Ats di Milano – quello che preoccupa è la velocità di crescita, nel senso che pur misurando in gran parte contagi asintomatici, in proporzione il numero di persone che necessita di ricovero e il numero di persone che necessita della terapia intensiva viaggia con la stessa velocità. La Lombardia ha un numero altissimo di posti letto di terapia intensiva, ma non dobbiamo arrivare al momento in cui bisognerà decidere se morire di Covid o di tumore".

Dpcm, Conte: "Rimettere la curva sotto controllo"

Per arginare la diffusione del contagio ieri è stato varato dal premier Giuseppe Conte il nuovo DpcmLe misure anti Covid saranno valide fino al 24 novembre. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha illustrato il provvedimento. "La curva epidemiologica ha raggiunto livelli preoccupanti. L'indice di Rt ha raggiunto la soglia di 1,5. Vogliamo tenere sotto controllo la curva e solo in questo modo riuscire a gestire la pandemia", ha spiegato. Ottobre, infatti, è stato il mese infatti della ripresa del virus in tutte le province lombarde, ma anche quello in cui la circolazione del SarsCov2 è stata talmente rapida da mandare in tilt il sistema dei controlli e di tracciamento. L'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha ricordato: "Qualsiasi cosa facciamo oggi vedremo i risultati nei prossimi quindici giorni e quindi ci stiamo preparando al fatto che questi numeri continueranno a crescere in maniera significativa per almeno 15 giorni". Per Gallera, però, la situazione negli ospedali della Lombardia "non è in alcun modo paragonabile a quella che abbiamo vissuto a marzo, oggi abbiamo fino a 1.800 posti letto nelle terapie intensive".

Per approfondire: Ecco cosa cambia con il nuovo Dpcm / Cosa ha detto il premier Conte

In Lombardia resta attivo il coprifuoco dalle 23 alle 5

Va precisato che il nuovo Dpcm non cancella il coprifuoco stabilito dall'ordinanza del governatore Attilio Fontana, in vigore (almeno) fino al 7 novembre. La decisione di vietare ogni spostamento dalle 23 fino alle 5 del mattino - in vigore in Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania, Calabria, Sicilia - è infatti un provvedimento più restrittivo rispetto a quelli indicati nel Dpcm. Il provvedimento sarebbe decaduto se si fosse invece trattato di una misure "più leggera". Per spostarsi durante il coprifuoco (solo per lavoro, salute, situazioni di comprovata urgenza) è necessaria l'autocertificazione.  In Lombardia inoltre da oggi è scattata la Dad (Didattica a distanza) per le scuole secondarie di secondo grado al 100%. Per le altre scuole raccomandati ingressi scaglionati. Validi anche le limitazioni per le aperture nel il week-end per i centri commerciali e il divieto di consumare alcolici nei luoghi pubblici.