Coppia di anziani immobilizzati e rapinati in villa a Porlezza, assolto anche in appello l'unico indagato. Il Dna non basta a incastrarlo

Como, per l’accusa l’autore del colpo è Mustafa Kabashi. Ma secondo i giudici il quadro indiziario non consente di giungere a un verdetto di colpevolezza

Il palazzo di giustizia

Il palazzo di giustizia

Porlezza, 21 febbraio 2024 – Assoluzione anche in Appello per Mustafa Kabashi, 37 anni di Porlezza, accusato di essere l’autore della rapina in abitazione commessa la sera del 7 dicembre 2019 a una coppia di anziani, 87 anni lui e 81 lei. Due uomini, armati di una pistola e un coltellino, si erano introdotti nella casa adiacente la rivendita di materiali edili De Maria, in via Cuccio, a Porlezza, spaccando un vetro e facendosi consegnare 750 euro.

A fine gennaio 2021, Kabashi era finito in carcere per una traccia di Dna trovata sul nastro isolante utilizzato per immobilizzare la coppia di anziani rapinati: ma fin da subito, assieme al suo avvocato Emanuele Rosapinta, aveva deciso di andare a dibattimento, per portare tutte quelle prove a sostegno della sua innocenza, che sono state riconosciute dal Tribunale. Uscendone assolto.

“Le complessive risultanze istruttorie – avevano scritto i giudici di primo grado - non confermano il quadro indiziario che era stato ipotizzato nel corso delle indagini, ed è seriamente lecito dubitare che l’imputato sia mai stato coinvolto nella rapina che gli viene addebitata”. Inoltre “il quadro indiziario che nella fase delle indagini è stato posto a fondamento dell’ordinanza di custodia cautelare, anziché trovare solido conforto nel dibattimento, ha subito progressive erosioni, che non consentono di giungere a un giudizio di colpevolezza”. Un orientamento confermato anche nel secondo grado di giudizio.