La Svizzera riconosce una garanzia ai frontalieri

Como, 27 maggio 2018 - Anche ai lavoratori frontalieri potrà essere riconosciuta la disoccupazione parziale in caso di riduzione del proprio orario di lavoro, ad esempio perché la loro azienda è entrata in crisi. A stabilirlo, con una decisione che a buon diritto può essere definita storica, è stata la Segreteria di Stato dell’Economia, la cabina di regia della Confederazione Elvetica per tutte le questioni di natura economica, che ha deciso di estendere anche ai lavoratori non svizzeri il cosiddetto “guadagno intermedio”  previsto dall’assicurazione di disoccupazione.

«Un ammortizzatore sociale all’avanguardia che garantisce al lavoratore una sicurezza economica e contrattuale molto importante - spiega il sindacato elvetico Ocst -. Un fulmine a ciel sereno che scuote l’intero mercato del lavoro ticinese». Finora questo tipo di garanzia era ad esclusivo appannaggio dei lavoratori svizzeri e degli stranieri residenti, non di chi lavorava in uno dei Cantoni risiedendo però in un altro Stato. Da oggi anche i frontalieri che subiranno una riduzione della percentuale di lavoro presso la stessa azienda, come capita in Italia con le procedure di cassa integrazione o solidarietà, avranno diritto al riconoscimento di un “guadagno intermedio” che funzionerà come un’indennità per andare a colmare in parte il salario perduto. Per maturate questo diritto, il lavoratore frontaliere dovrà ricevere dall’azienda un regolare preavviso di disdetta per la modifica del grado d’occupazione.

Durante questo periodo il frontaliere dovrà effettuare le ricerche di lavoro in Svizzera per poter dimostrare alle autorità che si sta impegnando per trovare una nuova occupazione secondo un livello salariale consono a quanto percepito in precedenza. Inoltre il lavoratore dovrà registrare la propria posizione all’Ufficio regionale di collocamento (Urc) per l’iscrizione ed il controllo delle ricerche di lavoro effettuate e presso la Cassa disoccupazione Ocst per ricevere l’indennità di disoccupazione parziale. A vigilare sull’applicazione del nuovo provvedimento saranno i sindacati, per evitare «abusi in chiave speculativa da parte delle aziende». Va ricordato che in caso di disoccupazione totale, il frontaliere dovrà invece continuare a fare riferimento all’Italia per l’erogazione dall’Inps.