Campione d'Italia (Como), 17 agosto 2018 - Si è vissuto il Ferragosto più triste a Campione d’Italia dove tanti dei 500 dipendenti della casa da gioco hanno trascorso il giorno dell’Assunta in presidio permanente nella piazza intitolata ai Maestri Campionesi. In attesa di aperture dalla politica, in particolare dal Governo al quale si sono rivolti lavoratori e sindacati ad avanzare una proposta per riconvertire il Casinò Campione d’Italia in una clinica di lusso si è fatto avanti l’Artisa Group, colosso delle costruzioni ticinesi, già attivo nel settore e capace negli ultimi cinque anni di investire oltre un miliardo di franchi (oltre 900 milioni di euro) in progetti di valorizzazione immobiliare. Su Campione i gruppo guidato da Stefano Artioli sarebbe disposto a investire fino a 100 milioni di franchi (quasi 90 milioni di euro).

«Crediamo nell’idea di trasformare l’ex-clave nella perla del Ceresio – spiega Artioli – Il Casinò si è indebitato anche perché questo tipo di economia non funziona più da quando si sono diffusi i giochi online, meglio voltare pagina e puntare su qualcosa di nuovo». Naturalmente partendo dalla grande struttura realizzata dall’archistar Mario Botta che a Campione d’Italia all’inizio del nuovo millennio ha creato il casinò più grande d’Europa, con i suoi 55mila metri quadri distribuiti in nove piani. «Naturalmente dobbiamo pensare a una soluzione che permetta agli ex-dipendenti di ricollocarsi e da questo punto di vista anche il Canton Ticino può fare la sua parte – prosegue - Il personale, sia del Comune che del Casinò, in parte è a carico della cassa disoccupazione svizzera. Si tratta di almeno 160 persone per un importo di circa 20 milioni di franchi all’anno, potremmo pensare di riqualificarlo nel settore socio-sanitario e dei servizi. Meglio pagare delle persone per imparare un nuovo lavoro anziché limitarsi a versare loro la disoccupazione».

L’idea è quella di portare sul Ceresio una clinica di lusso come Schultess Klinil di Zurigo alla quale aggiungere appartamenti destinati alla terza e quarta età in cui gli ospiti sarebbero seguiti e destinare alcuni piani a residenze vere e proprie. Addirittura la Artisa Group pensa a una sorta di Guggenheim sfruttando il caveau che fino a poche settimane fa custodiva il tesoretto della casa da gioco. «Un luogo dove i collezionisti privati potrebbero depositare le proprie opere mettendole al sicuro, con la possibilità di organizzare delle mostre esclusive». All’Italia il gruppo ticinese chiede di concedere a Campione uno statuto speciale, sull’esempio delle province autonome di Trento e Bolzano.