Milano, 4 dicembre 2020 - 

LETTERA

Un fulmine dall’Inghilterra, via alla vaccinazione antiCovid. Non sembravano così avanti gli inglesi. Buon per loro, ma questa corsa francamente non è la soluzione, sarà piuttosto opportuno avere un quadro il più completo possibile prima di arrivare a somministrare il vaccino. Giovanni A., Milano

RISPOSTA

Quanto valga essere arrivati primi lo dirà il tempo, quanto sia stato opportuno spendere certe affermazioni giusto per solleticare l’orgoglio nazionale e infilare sotto il tappeto le difficoltà affrontate con prima e seconda ondata lascia il tempo che prova. Il premier inglese ha annunciato con enfasi il via alla campagna vaccinale in Inghilterra, merito anche dell’uscita dall’Europa, a suo dire. Contento lui. Ma quanto è sicura questa operazione? Non c’è vaccino che abbia ancora avuto a livello mondiale il via libera né della statunitense Food and drug administration né dell’Agenzia europea per i farmaci. E in questo caso non è questione di burocrazia, ma di scienza visto che mentre gli inglesi hanno preso una scorciatoia, in Europa la procedura di approvazione si basa su più prove e richiede più controlli. Insomma, prudenza. Soprattutto per capire quali possono essere effetti collaterali su tempi lunghi. Inutile correre, se proprio qualcuno vuole farlo si premi anche da solo senza buttarla in spacconate.