Milano, 21 gennaio 2020

DOMANDA

Non c’è giorno che non si debba fare i conti con un problema. Non mi pare che questo 2020 sia partito col piede giusto, ma soprattutto non mi pare che al di là delle promesse ci siano elementi che diano speranza di cambiamenti in tempi brevi. Una tristezza.
Saverio P., Milano

RISPOSTA

Ci siamo lasciati alle spalle il giorno più triste dell’anno, così all’inizio del secolo venne definito il terzo lunedì del mese di gennaio da uno psicologo dell’università di Cardiff che dimostrò la sua ipotesi tramite una complicata equazione. Se si considerano i dati inseriti nel “calcolo“ - meteo, debiti post Natale, calo di motivazione e necessità di darsi da fare - verrebbe da dire che sì, c’è più di un motivo per avere un po’ di tristezza. Il meteo bizzarro sta esaltando i problemi dell’inquinamento, spente le luci dell’albero le scadenze di tasse e oneri ci hanno riportato subito coi piedi per terra e sul futuro... mah, ancora non si capisce dove si stia andando a parare. Su pensioni, lavoro, clima per ora si sta solo firmando dei pagherò, ma prima o poi questi “conti“ si dovranno fare. Tra tanta incertezza almeno una cosa è chiara: limitarsi a pensare che con la sola tecnologia si possono risolvere tutte le questioni sarebbe credere ancora nelle magie. Stai a vedere che ci tocca ripartire proprio dall’uomo.