LETTERA:

Con l’aria che si respira in Lombardia è chiaro che il virus abbia trovato polmoni meno resistenti. Non mi stupisce che l’incidenza della mortalità nella nostra regione risulti più alta che in altre. E anche da questo si deve studiare la ripartenza. Nicola B., Milano

RISPOSTA:

Se abbiamo un po’ di memoria non faticheremo a ricordare che l’anno non era iniziato esattamente bene per la Lombardia. Ad ammorbare l’aria erano le polveri sottili che per decine di giorni non avevano dato tregua portando a blocchi e vari livelli di guardia. Questo solo per sottolineare che su gran parte del territorio gravava una pessima aria e non certo solo negli ultimi mesi visto che da anni studi su problemi e malattie delle vie respiratorie vedono la regione ai primi posti per incidenza. Sarà anche per questo che il virus ha fatto in percentuale più morti che in altre zone d’Italia. È solo un’ipotesi, chiaro. Ma pur sempre un elemento da tenere in considerazione nell’andare a definire i nuovi criteri di vita in vista di una ripresa per la quale tutti premono sull’acceleratore. E il problema non è di facile soluzione perché non si può pensare di ridurre il traffico scaricando tutto sul trasporto pubblico che dovrà essere a sua volta rivisto perché non saranno più ammesse carrozze e vagoni stipate all’inverosimile. ivano.costa@ilgiorno.net