Milano, 15 ottobre 2019 - 

LETTERA

I dati snocciolati sugli effetti che avranno i giochi invernali da qui al 2026 e a seguire sono interessanti. Un vero affare per la Lombardia che ci ha creduto sin dall’inizio e non si è mai data per vinta. Spero solo che il patto con il veneto regga anche alla prova “dei nomi”. Gianni C., Como

RISPOSTA

Se tutto andrà per il meglio, è scontato che l’effetto Olimpiadi invernali avrà una valenza del tutto simile a quella che per Milano ha avuto l’Expo, con un pregio in più: sarà anche un ottimo biglietto da visita per altre località per cui il benessere sarà più diffuso. Sulla Lombardia il tutto dovrebbe tradursi in un beneficio da 2,8 miliardi con oltre 22mila persone impegnate ed occupate nel garantire che il grande evento sportivo fili alla perfezione. I dati hanno il rigore scientifico di una ricerca dell’Università Bocconi. E a questo punto va dato merito a chi ci ha creduto sin dalle prime battute e non si è preoccupato poi di coloro che sul carro dei vincitori sono saliti a battaglia terminata, a caccia di uno “spot” gratuito. L’importante è che il patto con il vicino Veneto proceda senza scossoni e non si finisca col litigare sui nomi del manager. Ma, visti i presupposti, c’è da aver fiducia. I protagonisti non dovrebbero cadere in un “tranello” che troppo spesso ha giocato brutti scherzi al Paese. ivano.costa@ilgiorno.net