Milano, 21 ottobre 2019 

LETTERA

L’export non sarà tutto, ma almeno possiamo vantarci di avere superato la Germania nella corsa al primato in questo settore del manifatturiero. Spero che questo risultato sia solo l’inizio di una ripresa globale. Ce la meritiamo dopo anni di difficoltà. Roberto B., Como

RISPOSTA

Sulla lama di un rasoio. Nel gioco chiaroscuro della ripresa sembra aprirsi uno spiraglio dall’export. I dati che sinora sono stati registrati lanciano un segnale positivo, soprattutto nel settore manifatturiero dove, nella competizione con la Germania, tutto sommato negli ultimi anni abbiamo retto meglio. Mentre i tedeschi hanno subito una frenata perché non si può vivere di sole auto, l’Italia ha fatto registrare segnali di crescita anche perché ha una gamma di “proposte” molto più diversificata. Se dai grandi numeri si diffonde questa timida luce di speranza, non ci si può dimenticare che a questo risultato contribuiscono molte aziende multinazionali che spesso in passato hanno riservato sorprese negative con repentini abbandoni e chiusure verso mercati del lavoro più concorrenziali. Il tema “lavoro” resta quindi centrale ed è una delle sfide che va affrontata investendo energie e risorse per rafforzare questi segnali positivi. ivano.costa@ilgiorno.net