Milano, 25 febbraio 2020 - Uno degli articoli della Costituzione da sempre difeso da tutte le forze politiche di qualsiasi orientamento è il numero 21. Quello, cioè, che garantisce la libertà di manifestazione del pensiero con ogni mezzo e che i padri costituenti vollero blindare fin da subito con molteplici garanzie per i giornali. Negli anni la Corte Costituzionale ha puntualizzato in più sentenze che questa libertà deve tradursi nel diritto dei cittadini ad essere informati correttamente e con continuità. Nella cosiddetta zona rossa creata nel Lodigiano per arginare i rischi di contagio da coronavirus, il diritto ad essere informati con i giornali non è più garantito.

La distribuzione dei quotidiani è interdetta per effetto del divieto di accesso ai territori dei dieci comuni interessati dal provvedimento restrittivo. Per assicurare un’informazione puntuale ai lettori che da sempre seguono il «Giorno», che a quel territorio dedica un’edizione locale specifica, abbiamo pensato di distribuire gratuitamente la nostra testata. Un servizio ai cittadini, particolarmente importante in una fase così delicata per la loro vita quotidiana. Abbiamo chiesto alle autorità competenti, a partire dalla Prefettura di Lodi, la possibilità di organizzare questa distribuzione. Ad oggi però non ci è ancora pervenuta una risposta. Confidiamo che nelle prossime ore ci venga consentito di effettuare questo servizio, finalizzato a diffondere informazioni documentate e specifiche sull’emergenza che attanaglia in particolare chi vive nei comuni della zona rossa. Il quotidiano, con le sue pagine locali e la vocazione alla cronaca sempre ispirata a criteri di obiettività e pluralismo, è un presidio insostituibile di un bene primario quale quello dell’informazione di pubblica utilità. Impensabile, dunque, che non venga creato un «corridoio» che ne consenta la distribuzione, a beneficio esclusivo dei lettori.

Le tecnologie offrono indubbiamente molteplici canali informativi, ma il valore dell’informazione professionale prodotta da giornalisti rispettosi della loro deontologia diventa particolarmente decisivo in momenti tanto cruciali per lo stato d’animo di un’intera comunità. In queste ore i social sono nel mirino proprio per la loro facile accessibilità, anche da parte di sciacalli e mestatori in grado di diffondere informazioni false e fuorvianti, come spesso capita quando si parla di salute. Argomento al quale inevitabilmente la popolazione degli utenti del web è particolarmente sensibile. Ci auguriamo davvero che prevalga la ragionevolezza e che si possa assicurare agli abitanti dei centri più colpiti di ricevere tutti i giorni il proprio quotidiano. La Direzione e la redazione del «Giorno» sono disponibili a fare la propria parte.