Lala Kamara
Lala Kamara

Calcinato (Brescia), 14 marzo 2019 - Sviluppi nel caso di Lala Kamara, la 26enne italo-senegalese uccisa sabato sera nel suo appartamento inglese di Manchester, a Danton Court. Un caso per certi versi ancora avvolto nel mistero ma che registra un punto fermo: un connazionale di 21 anni, Mustapha Dia, del posto, è in carcere per omicidio.

Il giovane è comparso ieri davanti al giudice, che ha convalidato il fermo, mentre è stato rilasciato il 25enne, pure lui originario del Senegal, che era stato arrestato con Dia nell’immediatezza dei fatti a casa della ragazza. Come sia morta Lala, cittadina italiana, un diploma di ragioneria conseguito a Desenzano e uno da infermiera proprio in Inghilterra, è ancora da accertare. La pista seguita dalla Polizia di Greater Manchester è quella di una rapina degenerata, sfociata in omicidio. «Lala avrebbe colto in flagranza quei ragazzi mentre cercavano di rubarle il laptop e ne è nata una colluttazione, uno l’ha colpita con violenza e lei è caduta sbattendo la testa» ha raccontato Ibra, 28 anni, fratello maggiore della vittima, in contatto con il padre Alou che lunedì è volato Oltremanica. «Le indagini sono in corso, bisogna aspettare l’esito dell’autopsia – ha detto il capofamiglia al telefono – Ho sentito tante cose ma nessuna è certa». Tra le ipotesi circolate, anche lo strangolamento, ma mancano conferme ufficiali.

Cresciuta nel Bresciano, la 26enne tre anni fa si era trasferita. Aveva iniziato a lavorare come baby-sitter e cameriera al Mac Donald mentre in contemporanea studiava da infermiera. Un sogno coronato, tanto che proprio lunedì avrebbe dovuto iniziare il suo nuovo lavoro da «nurse», assunta in una clinica di Manchester. Ma è stata uccisa prima. Da qualcuno che frequentava la casa che divideva con altre ragazze. Sabato a Lonato, a lungo luogo di residenza della famiglia, la comunità senegalese ha organizzato una cerimonia funebre. L’ultimo saluto per la giovane bresciana, che sarà seppellita a Kaolak, in Senegal.