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23 mar 2022

L’ex sindaco a processo per concussione all’outlet

Giuseppe Andreoli è accusato di aver chiesto al Franciacorta village 175mila euro. Il denaro serviva per pagare l’affitto del museo Musil che gravava sul Comune

beatrice raspa
Cronaca
«Mai fatte ritorsioni», ha detto ieri l’ex sindaco ai giudici
«Mai fatte ritorsioni», ha detto ieri l’ex sindaco ai giudici
«Mai fatte ritorsioni», ha detto ieri l’ex sindaco ai giudici

di Beatrice Raspa

Era finito nel mirino della procura con l’accusa di avere ricattato la proprietà del Franciacorta outlet village perché continuasse a pagare l’affitto dello stabile in cui alloggia il museo Musil, 175mila euro l’anno, come era avvenuto in precedenza in base a un accordo. Ma l’ex sindaco di Rodengo Saiano, Giuseppe Andreoli a processo per concussione, ha rigettato le accuse. "Mai fatte ritorsioni, ho sempre agito correttamente", ha dichiarato ieri l’ex primo cittadino ai giudici. Nel medesimo procedimento era rimasto coinvolto anche il responsabile dell’ufficio tecnico Giuseppe Pedretti (condannato in separata sede al termine dell’abbreviato). I problemi - e l’inchiesta - presero le mosse dopo le liberalizzazioni delle aperture domenicali e festive dei centri commerciali. La proprietà dell’outlet negli anni precedenti, proprio per tenere aperto sempre, aveva sottoscritto un accordo con il Comune in base al quale il privato avrebbe pagato alla società Primavera srl l’affitto dello spazio del Musil - ceduto in comodato d’uso all’amministrazione pubblica che poi a sua volta l’avrebbe ceduto al museo - avendone un tornaconto.

A contratto scaduto, trascorso un decennio, l’outlet interruppe i pagamenti e a quel punto la società avrebbe chiesto conto del mancato introito al sindaco. Per sistemare la faccenda gli amministratori pubblici sarebbero ricorsi a un sistema poco ortodosso, sostiene l’accusa, ossia minacciare di bloccare un cantiere del centro commerciale sulla scorta di presunte irregolarità. Andreoli in aula ha ribadito la correttezza del proprio operato. "Quando mi sono insediato il Comune era gravato da un debito di 9 milioni ed eravamo già bloccati dal Patto di stabilità. Rischiavo di dover tagliare servizi essenziali per i cittadini - ha spiegato - Il Comune inoltre nel 2017 ad accordo scaduto è stato il primo, nonché l’unico, a mandare la disdetta da quel contratto. La proprietà dell’outlet se n’era dimenticata". Discussione a giugno.

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