Polizia Locale di Brescia

Brescia, 19 maggio 2018 - Solo qualche mese fa aveva lasciato il carcere minorile Beccaria di Milano dove stava scontando una condanna a 2 anni e 10 mesi per una serie di rapine e furti messi a segno nel 2015 insieme ad altri giovanissimi tra il centro commerciale Freccia Rossa, la metropolitani e i parchi cittadini senza disdegnare colpi anche fuori provincia tra Parma, Vicenza e Padova. Nemmeno il tempo di riassaporare la libertà e per un 20enne bresciano, è di Gradone ma di origine africana, si sono riaperte le porte del carcere. Questa volta si tratta però di quello di Canton Mombello.

Gli agenti della Squadra operativa della polizia Locale di Brescia lo hanno arrestato giovedì eseguendo una ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Brescia che ha accolto la richiesta della Procura. Rapina il reato che viene contestato al 20enne che nelle prossime ore sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia all’interno del penitenziario cittadino. Almeno due gli episodi che gli vengono contestati con sicurezza. Il primo è avvenuto il 17 aprile, il secondo il 26 aprile. A finire malauguratamente sulla sua strada sono stati uno studente disabile di 27 anni e un ragazzino di 14 anni. Il primo è stato aggredito e rapinato in corso Martiri, il secondo invece sulle scale di una delle fermate della metropolitana. In entrambi i casi alle vittime è stata strappata di forza una collana.

Superato lo choc i due si sono rivolti alle forze dell’ordine denunciando l’accaduto e raccontando di essere stati «aggrediti« da gruppi di tre o quattro ragazzi giovani e tra questi spiccava il 20enne, ritenuto il capo delle bande, l’unico ad essere stato riconosciuto. «Si muoveva come un boss – racconta chi ha indagato sulla vicenda – E di volta in volta coinvolgeva complici diversi nelle sue scorribande. Quando è stato arrestato per gli episodi del 2015 era minorenne ed era uno dei «piccoli» della banda composta da 8 ragazzi.Il suo spessore criminale è cresciuto parecchio, è lui che nelle rapine contestate era il più aggressivo». Gli inquirenti stanno cercando di individuare anche gli altri giovani rapinatori. Sul 20enne ora in carcere gravano sospetti anche per una terza rapina avvenuta nello stesso periodo delle altre, ma la giovane vittima per la paura non è riuscita a identificare chi l’ha aggredito.