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22 apr 2022

Brescia, abusi sulle allieve. Il maestro di karate: "Io sono innocente"

Il suo avvocato: "Salvatore Cafiero è assolutamente tranquillo"

beatrice raspa
Cronaca
Carabinieri
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Brescia - Salvatore Cafiero è "assolutamente tranquillo, e pronto a dimostrare la propria innocenza". A parlare è l’avvocato Vittorio Tria, che assiste il 52enne maestro di arti marziali mercoledì finito ai domiciliari (a Paitone) per violenza sessuale aggravata, truffa, riduzione in schiavitù, esercizio abusivo della professione medica e commercio abusivo di farmaci illegali. Un’inchiesta, questa condotta dai carabinieri del Norm della compagnia di Chiari e della stazione di Cologne e coordinata dal pm Benedetta Callea, che ha fatto finire nel registro degli indagati anche la moglie 42enne, presunta mediatrice, e un amico, un promotore finanziario di 53 anni. Ieri Cafiero è comparso davanti al gip, Francesca Grassani, per l’interrogatorio di garanzia ma ha scelto la linea del silenzio. "Una scelta dettata solo da una necessità di disporre di più tempo per visionare gli atti, perché il mio assistito nega qualsiasi accusa - sottolinea Tria - Non ha mai costretto o soggiogato nessuno: è un uomo con una visione tantrica della vita, che con la moglie organizzava cene, e a quelle cene le donne partecipavano coi propri fidanzati. Non c’è mai stata alcuna costrizione, ognuno aveva libertà di scelta".

Origini napoletane, passione per le arti marziali ereditata dal padre viaggiatore ("A 4 anni volevo già andare in Oriente" racconta lui in un’intervista), studi in Thailandia e in Cina ("lì ho trovato la mia via"), anche di medicina tradizionale cinese, nel 1996 il maestro fondò Taishan kung fu, circolo-scuola in via Cacciamali in città, dove gli adepti possono praticare anche yoga, medicina tradizionale taoista, tanglang, muay thai, taijiquan. Per l’accusa - a dare il via all’indagine è stato un esposto della Casa delle donne, cui si era rivolta una delle presunte vittime - Cafiero approfittandosene del proprio carisma avrebbe soggiogato alcune allieve e poi, tra la palestra e casa propria, durante incontri conviviali avrebbe ottenuto sesso, a volte anche di gruppo. Le vittime stando alla procura sono tre, tra i 20 e i 40 anni.

 

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