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28 mag 2022

Atalanta, cambia il direttore sportivo: si congeda Sartori, arriva Tony D’Amico

Il 43enne dirigente pescarese proviene dal Verona. Si chiude così il ciclo di Sartori, diretto al Bologna: in otto anni a Bergamo ha fatto plusvalenze per 350 milioni

28 mag 2022
fabrizio carcano
Sport
Giovanni Sartori lascia l'Atalanta
Giovanni Sartori lascia l'Atalanta
Giovanni Sartori lascia l'Atalanta
Giovanni Sartori lascia l'Atalanta

Bergamo, 28 maggio 2022 - L’Atalanta volta pagina a livello dirigenziale. Oggi si è chiuso dopo 8 anni e 350 milioni di plusvalenze il lungo ciclo di Giovanni Sartori, diretto al Bologna, e da lunedì inizierà quello del 43enne pescarese Tony D’Amico, il dirigente che ha portato il Verona dalla B al nono posto in classifica. A dare l’ufficialita del passaggio di consegne è stato direttamente Luca Percassi, amministratore delegato atalantino, nel corso di una conferenza stampa tenuta al centro sportivo di Zingonia per congedare l’uscente Sartori.

"Tony D'Amico è il nuovo direttore sportivo dell'Atalanta, lavorerà a stretto contatto con Lee Congerton. La separazione da Sartori è stata consensuale, le scelte sui dirigenti spettano unicamente alla società: Zamagna resta, Migliaccio pure". Lunedì si insedierà D’Amico, salutato ufficialmente ieri dal Verona: nei quattro anni con lui direttore sportivo l’Hellas è passato con lui dalla serie B alla zona sinistra della classifica, con un mercato che ha permesso di realizzare plusvalenze da decine di milioni con i vari talenti Rahmani, Amrabat, Kumbulla, Lovato, senza contare i vari Ilic o Barak che verranno venduti in estate.

D’Amico è il futuro prossimo, Sartori il passato che esce di scena senza rimpianti dopo mai celati problemi con il tecnico Gian Piero Gasperini, soprattutto dall’estate 2018 in poi ("Su Gasperini dico solo una cosa: con caratteri diversi, abbiamo lavorato entrambi esclusivamente per il bene dell'Atalanta", ha glissato) e dopo anni di clamorosi colpi di mercato. Dall’estate 2014 il dirigente lodigiano ha portato a Bergamo nell’ordine Gomez, Toloi, De Roon, Freuler, Djimsiti, Palomino, Castagne, Gosens, Hateboer, Malinovskyi, Maehle e Koopmeiners. Una lunga lista di grandi colpi riusciti. Non tutte le ciambelle gli sono riuscite con il buco: Paloschi, Cornelius, Schmidt, Cabezas, Haas, Reca, Rigoni, Skrtel, Lammers, Kovalenko, lo stesso Miranchuk.

"Il modello Atalanta è molto semplice: gente che lavora da mattina a sera, una tifoseria e una città che vivono per la società e la squadra. Di base ci sono passione e lavoro 24 ore al giorno 365 giorni all'anno: magari prima ne lavoravo solo 23... " ha spiegato Sartori, per otto anni quasi sempre in silenzio. "Ho vissuto due favole straordinarie: al Chievo arrivammo ai preliminare di Champions e di Europa League con un quartiere di Verona, il percorso dell'Atalanta è sotto gli occhi di tutti. Qui c'è una proprietà di ex calciatori: chi ha giocato conosce meglio certe dinamiche e la materia. Anche Luca Percassi è cresciuto molto: all'inizio veniva il giovedì, poi ci è sempre stato vicino quotidianamente. Luca è il più grande venditore del mondo: venderebbe sabbia al deserto, e solo per rafforzare la squadra", ha concluso Sartori.

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