San Giuliano Milanese (Milano), 23 novembre 2017 - Il bike sharing a flusso libero sbarca nell’hinterland, e già si segnalano casi di biciclette vandalizzate, manomesse, prese a noleggio da minorenni, o abbandonate. A pochi giorni dall’approdo di Ofo in alcuni Comuni del Lambro, anche sul territorio si stanno riscontrando i medesimi casi di maleducazione e irregolarità, che già sono emersi a Milano e che impongono una maggiore regolamentazione nell’uso delle bici gialle senza stalli. "I primi episodi d’inciviltà si sono registrati a sole 48 ore dall’introduzione del servizio", commenta Daniele Castelgrande, assessore alla Sicurezza a San Giuliano, che anche sui social ha lanciato un appello per un uso più consapevole delle due ruote. Tra i problemi più diffusi, quello del parcheggio selvaggio e dell’abbandono delle bici in luoghi improbabili. Si registrano anche alcuni danneggiamenti e biciclette prese a noleggio da giovanissimi, quando, in realtà, il servizio si rivolge ai maggiorenni.

Di fronte a questi fenomeni, ora s’intende procedere con un aumento dei controlli e un rinnovato invito all’educazione e al buon senso dei cittadini. Intanto la società Sangalli, che a San Giuliano si occupa dell’igiene urbana, è stata allertata per il recupero di eventuali mezzi abbandonati. "Sia chiaro che chi sarà trovato in possesso di una bicicletta manomessa, senza prenotazione o giusta prassi di noleggio – ricorda Castelgrande –, oltre a pagare i danni rischia la denuncia per appropriazione indebita, furto o danneggiamento". "Sono fenomeni che stiamo monitorando, in accordo coi Comuni e le forze dell’ordine – dichiara Marco Menichetti, city manager di Ofo per Milano -. I comportamenti irregolari ci sono, è innegabile, ma non vanno enfatizzati, anche per evitare l’emulazione. Decine di persone ne fanno un utilizzo corretto. È un cambiamento significativo sul fronte culturale e dell’offerta del servizio".

"Meglio non dare enfasi ai comportamenti scorretti – fa eco il sindaco di San Giuliano Marco Segala -. Non saranno pochi incivili a fermare il servizio". Intanto, associazioni e comitati si sono detti disponibili a collaborare con le società del bike sharing. A Mediglia, ad esempio, la Protezione Civile si è offerta di recuperare le biciclette abbandonate.