Pavia, 3 marzo 2017 - Lo strappo che si è consumato all'interno del Partito democratico, fa sentire i suoi contraccolpi anche a Pavia, città dove il Pd è al governo. "La mia strada nel Pd finisce qui - dice Giacomo Galazzo, assessore alla Cultura del Comune -, in questo progetto non mi riconosco più. Ho sempre pensato al Pd come al soggetto che dovesse unire il campo largo dei progressisti italiani. Purtroppo, proprio al contrario, credo che l'abbia profondamente diviso. Senza mai rinunciare a dire la mia, ho assistito in questi anni all'allontamento di tanta e troppa parte del popolo che il partito della sinistra italiana dovrebbe ambire a rappresentare. E sinceramente non vedo, in questo congresso che si avvia, lo spazio per discuterne adeguatamente. Dunque, nei prossimi tempi, voglio fare la mia piccola parte per costruire luoghi e percorsi nuovi e utili per cercare di reincontrare la fiducia di quelle persone".

Quindi Galazzo cambierà casacca, ma nulla dovrebbe cambiare in Giunta. "Due anni e mezzo fa sono stato investito di alte responsabilità in seno all'Amministrazione comunale - aggiunge l'assessore -. Per me quel patto, che abbiamo stretto con i cittadini pavesi, rimane valido fino all'ultimo giorno con l'impegno che ne consegue. Mi è sembrato però corretto interrogarmi sull'interazione della mia scelta con il percorso dell'Amministrazione comunale, quindi ho rimesso al sindaco Massimo Depaoli ogni valutazione sul mio mandato di assessore. Sarà lui a dirmi se ritiene che io prosegua nel cammino che abbiamo iniziato insieme". E il sindaco risponde di "fidarsi delle persone al di là delle correnti".