Monza, 18 maggio 2017 - Le tasse e la burocrazia affossano le giovani imprese artigiane. In un anno i "micro, piccoli e medi imprenditori della Brianza sono precipitati registrando un -8,1%", spiega una nota dell’Unione Artigiani della Brianza che ha elaborato i dati recentemente diffusi dalla Camera di commercio di Milano. Ben 187 ditte in meno fra gli under 30 che sono il vero dato preoccupante in un panorama artigiano in Brianza che nell’ultimo anno ha assistito a una leggera flessione (-0,5%) delle imprese. La provincia di Monza ha visto le imprese artigiane calare di 109 unità in un anno, passando dalle 22.410 di fine 2016 alle attuali 22.301.

Dopo Milano, in positivo, e Monza-Brianza, le altre provincie lombarde segnano cali più vistosi, che vanno dal -0,7% di Varese al -4% di Lodi. La media regionale si attesta a -0,8%, registrando la scomparsa di ben 2.028 aziende nel giro di dodici mesi, per un totale attuale di 246.845 imprese attive (erano 248.873).

"Sono le donne a mantenere vivace il settore a Monza e in Brianza, crescendo del 2% (58 aziende in più), contro il sensibile calo degli uomini (-0,9%, pari a 167 ditte in meno)", spiegano dall’Unione artigiani.

"Molto preoccupante invece la situazione che tocca i giovani micro, piccoli e medi imprenditori brianzoli, che precipitano del –8,1%", spiega una nota dell’associazione. Solo Pavia (-9,3%) e Lodi (-8,8%) fanno peggio, mentre la «migliore» risulta Sondrio (-1,4%). Dal 2016 al 2017, in regione Lombardia, le imprese artigiane under 30 sono calate di 1.577 unità: erano 26.634, oggi sono 25.057. "Questo dato riguardante i giovani – ha rimarcato Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani di Monza e Brianza -, rappresenta un grave turbamento per chi si occupa di artigianato. Al di là dei dati altalenanti circa l’andamento del settore, che comunque induce a un cauto ottimismo anche per Monza e Brianza, considerato il traino di Milano, il risultato pesantemente negativo delle imprese artigiane under30, la maggior parte start up, obbliga ad aprire una seria riflessione, soprattutto per le prospettive future di medio e lungo termine".

«Non possiamo non rimarcare nuovamente come le aziende da sole, in particolare quelle nuove e quindi più deboli dovendosi consolidare e sviluppare, non possono riuscire a superare la crisi. I nodi strutturali legati alle mancate semplificazioni e ai costi fiscali esorbitanti penalizzano le nostre imprese e scoraggiano non solo gli investimenti, ma anche lo stesso avvio di una attività imprenditoriale, minando la sua sopravvivenza a breve termine. Urge intervenire, consapevoli di questi allarmanti dati».