Monza, 20 aprile 2017 - Il cantiere di Pedemontana non si muove nemmeno in Regione. L’impasse finanziaria descritta nell’ultimo incontro con i sindaci della Brianza dal presidente dimissionario di Apl Antonio Di Pietro è stata confermata in aula ieri dall’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Sorte, chiamato in causa da un’interrogazione del Pd che chiedeva notizie sulle garanzie relative al completamento dei lavori e alle opere di mitigazione nei territori attraversati dall’autostrada.

Di Pietro era stato chiaro: sono bloccate tutte le attività, e fermi sia la definizione del contenzioso con Strabag sia l’affidamento dei lavori della tratta B2.

Un problema legato al piano finanziario, poiché finora sono stati utilizzati solo 1,2 miliardi di contributo pubblico più il prestito ponte di 250 milioni delle banche, mentre per il sistema bancario non sarebbero sufficienti i 450 milioni messi sul tavolo dalla Regione come garanzia. I soldi mancano, ha confermato Sorte: servono 2,5 miliardi per completare l’opera, ma il problema è a Roma. Colpa del Governo insomma, perché "lo stallo finanziario - ha detto ieri in aula - è dovuto al mancato completamento dell’atto aggiuntivo numero 2", che una volta approvato sbloccherebbe i 380 milioni di euro della defiscalizzazione e  "fisserebbe le condizioni per il raggiungimento del closing finanziario".

Il secondo atto aggiuntivo è un documento che perfeziona la convenzione unica fra Cal e Apl: è stato inviato a Roma il 29 settembre scorso, visto che l’atto aggiuntivo precedente era stato bloccato perché stralciava dal progetto, già approvato dal Cipe, la tratta D che attraversa Vimercatese e Bergamasca. "L’atto non ha ancora ricevuto il sì dei ministeri delle Infrastruttre e dell’Economia e della Corte dei Conti", ha concluso Sorte. Nei giorni scorsi Maroni ha inviato un sollecito a Roma.

"Siamo in una situazione priva di qualsiasi prospettiva concreta di sviluppo, appesantita dall’imminente cambio alla presidenza: la Regione brancola nel buio", la replica del capogruppo Pd Enrico Brambilla, che ha chiesto approfondimenti all'assessore in commissione.

"Ormai siamo alle comiche finali, con la Lega che chiede soldi al governo del Pd e il Pd che chiede soldi alla Regione della Lega - il commento del consigliere 5 Stelle Gianmarco Corbetta -. Il Pd certifica il suo stato confusionale e dopo le critiche del passato ora chiede a Maroni un’ulteriore partecipazione finanziaria per completare l’opera. Sorte dal canto suo non ha potuto fare altro che attestare lo stato di stallo, dando le colpe al governo centrale. Nessuno però vuole prendere atto della situazione disastrosa di Apl - conclude Corbetta - la bocciatura dei progetti esecutivi delle tratte mancanti, la scopertura dei costi di bonifica dei terreni inquinati dalla diossina, la continuità aziendale garantita solo per pochi mesi, il contenzioso sulle riserve non risolto, il fallito aumento del capitale sociale, le garanzie richieste dalle banche salite a 1,2 miliardi e i mancati prestiti di 2,5 miliardi. Meglio ammettere gli errori e venirne fuori limitando i danni".

Intanto mercoledì prossimo, durante l'assemblea dei soci sul bilancio, Di Pietro darà le dimissioni.