Briosco, 11 novembre 2017 - Sdraiati a terra, a faccia in giù. Senza poter fiatare. Senza poter alzare lo sguardo. Chiusi in un ufficio. Sotto la minaccia di un rapinatore esperto, determinato, armato di taglierino. Pronto a tutto pur di fare piazza pulita del denaro all’interno. Lunghi minuti di paura, quelli vissuti da otto persone ieri pomeriggio a Briosco. Il direttore e due impiegati della banca, più cinque clienti. In balìa di due malviventi, che però alla fine sono stati arrestati grazie a una fulminea azione dei carabinieri della Compagnia di Seregno. È successo all’interno della filiale di via Donizetti della Banca di Credito Cooperativo di Briosco. In manette sono finiti due pendolari della rapina, residenti in Sicilia e forse arrivati appositamente per mettere a segno un colpo grosso. Si tratta di un 44enne e un 38enne, residenti a Catania, il primo con una serie di precedenti per rapina a mano armata, anche con pistola. Il secondo più specializzato nei furti e in reati di vario genere contro il patrimonio. Sono circa le 16.15 quando i due avviano il loro piano.

Entrano con il volto scoperto: è chiaro che arrivando da oltre mille chilometri di distanza, sanno di non poter essere riconosciuti da nessuno. Le mani sono appositamente sporche di colla, finezza per non lasciare impronte digitali. In tasca hanno due taglierini: pensano che possano bastare per terrorizzare i presenti. E così avviene: si dirigono verso lo sportello e annunciano le loro intenzioni, tutt’altro che amichevoli. «Adesso ci seguite, non fate scherzi, eseguite i nostri ordini e non vi succederà nulla». Rinchiudono due dei tre dipendenti in un ufficio sul retro. Li fanno mettere a testa in giù. Uno li tiene sotto scacco. L’altro dice alla cassiera di consegnare tutti i soldi. Nel frattempo, uno dopo l’altro, entrano ben cinque clienti. Ma i rapinatori non si scompongono. Uno li accoglie in maniera molto chiara e li accompagna nell’ufficio retrostante, a fare compagnia ai dipendenti già rinchiusi.

Forse proprio grazie alla distrazione provocata dall’arrivo dei clienti, qualcuno dei dipendenti riesce ad attivare l’allarme. È un allarme collegato con le forze dell’ordine. I rapinatori non si accorgono di nulla e proseguono nella loro azione. La centrale di Seregno invia immediatamente sul posto tre pattuglie. È un attimo. Gli uomini del capitano Danilo Vinciguerra circondano la struttura e fanno irruzione, con le pistole spianate. I due balordi non hanno via di scampo. Devono subito arrendersi. Vengono bloccati e ammanettati. Le persone sequestrate vengono liberate. Sono sotto choc, ma nessuna ha subito violenza. I militari portano in caserma i due, li identificano e li assicurano alla giustizia.