Milano, 7 ottobre 2017 - Se lo sciopero dei mezzi pubblici annunciato per ieri non ha provocato eccessivi disagi, visto che la circolazione del metrò (eccetto la linea Lilla) e dei mezzi di superficie è stata regolare, a rendere “nero” un venerdì partito col piede giusto è stato il deragliamento di un treno della linea verde tra le stazioni di Udine e Cimiano attorno a mezzogiorno che ha prima paralizzato e poi rallentato fino a sera le corse.

Un guasto, spiega Atm in una nota, ha provocato il disallineamento del primo asse del terzo carrello. L’uscita di un vagone dai binari - che è stata di pochi centimetri - ha spaventato i passeggeri, circa 400 persone, che si sono allarmati notando una vettura del treno sollevarsi e poi arrestarsi di colpo, in un tratto in cui il metrò non corre sottoterra ma sbuca in superficie. Per fortuna nessuno è rimasto ferito. Ma in quelle condizioni è stato impossibile proseguire la corsa: il macchinista ha fermato il convoglio, i passeggeri sono stati fatti scendere e accompagnati all’uscita da addetti Atm. I tecnici si sono messi al lavoro, mentre la circolazione dei treni è stata sospesa prima tra le stazioni di Caiazzo e di Cascina Gobba e poi tra Udine e Cascina Gobba, per tornare regolare solo alle 17.10 circa, dopo che gli addetti ai lavori hanno riallineato il vagone e liberato i binari grazie a una motrice che ha trainato il mezzo. Atm ha provveduto a fornire bus sostitutivi nella tratta interrotta e ha messo a disposizione assistenti alla clientela in stazione, senza tralasciare gli annunci in tempo reale su monitor, sito ufficiale e social.

Ora sono in corso accertamenti per far luce sul deragliamento. «Atm - si legge in una nota - si scusa per i disagi creati alla clientela». Ma è stato davvero un venerdì “nero” per migliaia di milanesi e non. Ne abbiamo intercettato qualcuno, viaggiando - a rilento - nella tratta fra Caiazzo e Udine in cui i treni della Verde hanno ricominciato a circolare nel primo pomeriggio. «Prima di mettermi in viaggio ho controllato il sito Atm e c’era scritto che tutto era regolare. Invece a causa del deragliamento ho dovuto prendere un bus fino a Loreto e poi la linea rossa. Ora sto tornando a casa, verso la stazione verde di Udine. Ma si va troppo a rilento, aspettiamo dieci minuti a ogni fermata, prima di ripartire», sottolinea Giovanna Raffaelli. «Arriverò a Crescenzago col bus sostitutivo, non ho altra scelta», aggiunge Licia Spinelli. Luciana Resnini, una nonna, ha affrontato una sorta di odissea per andare a prendere il nipotino a scuola, da Vimodrone fino alla zona di Moscova. «Non riesco a tenere il conto di tutte le volte in cui sono scesa e salita da un mezzo. Ora, in piazza Udine, sta arrivando a prendermi mio marito in auto perché sono esausta». Veronica Zappa fa notare «il tanto tempo perso. Arrivo da Sant’Ambrogio, prenderò la navetta fino a Cascina Gobba. Sembra un viaggio infinito». Nicola Bianco tuona: «È uno schifo. Io sono uscito dall’ospedale col trolley da portare a casa. Il disagio è troppo».