Lecco, 7 dicembre 2016 – Un lavoratore dipendente in provincia di Lecco percepisce mediamente una Ral, cioè una retribuzione annua lorda, di 30.102 euro. Si tratta della dodicesima retribuzione media più alta a livello nazionale su 110 province, della terza a livello regionale, dopo quella dei dipendenti in provincia di Milano, che è la più elevata in assoluto in Italia con 34.414 euro, e di Monza e Brianza, pari a 31.874 euro, che è anche la terza più elevata in Lombardia.

Rispetto al 2015 la Ral lecchese ha guadagnato otto posizioni, dal ventesimo appunto al dodicesimo posto, non tanto perché le buste paga sono più pesanti, piuttosto perché il valore dei compensi è diminuito di meno rispetto ad altri territori. La differenza rispetto alla media regionale è infatti negativa con un divario del -4,6%. A snocciolare dati e cifre sono i ricercatori dell'Osservatorio JobPricing delle provincie italiane, che hanno stilato una classifica sulla base della retribuzione media rilevata. Gli stipendi lordi dei comaschi si assestano invece sui 29.410 euro, in sesta piazza a livello regionale e in ventiquattresima posizione nazionale, sei in meno in confronto al 2015. Il divario con i compensi regionali è del -6,8%.

“La Lombardia continua ad essere la regione con le retribuzioni medie più alte, seguita da Trentino Alto Adige ed Emilia-Romagna – spiega Mario Vavassori, founder e partner dell’Osservatorio JobPricing -. Milano è la provincia con la retribuzione media più alta, con uno stacco di quasi duemila euro dalla seconda in classifica, Bolzano. Le retribuzioni lombarde e del Nord in generale sono il risultato di due forze compresenti e che si auto alimentano: il costo della vita più alto che tipicamente interessa queste province e la natura del mercato occupazionale, quale riflesso del tessuto imprenditoriale, maggiormente contraddistinto rispetto ad altre regioni da figure specialistiche e manageriali, che alzano il valore medio complessivo dell’area considerata. Questo fenomeno è significativo nonostante la perdurante situazione di deflazione che caratterizza l’intero mercato del lavoro e delle retribuzioni”.