Mandello, 11 gennaio 2017 - Svolta col «botto» nell’inchiesta alla Gilardoni Raggi X. Perché se l’arrivo degli avvisi di chiusura indagini comunicati (ai 54 dipendenti parti lese sono stati consegnati di persona ieri sera in questura) non è di certo una novità, fa scalpore il fatto che la lista degli indagati sia salita a sei. Oltre a Maria Cristina Gilardoni e Roberto Redaelli, la Procura della Repubblica ha inserito anche Andrea Ascani Orsini, nipote dell’ex presidente che proprio con la sua causa aveva portato all’estromissione della zia per «mala gestio» nell’azienda di famiglia.

Al socio di minoranza gli agenti della squadra Mobile di Lecco, incaricati di indagare dal pm Silvia Zannini, contestano mancati adempimenti in materia di sicurezza sul posto di lavoro. La medesima accusa mossa peraltro nei confronti dei due medici del lavoro di cui l’azienda di Mandello si avvaleva: secondo gli inquirenti avrebbero omesso di aggiornare alcune procedure previste dalla normativa, particolare ancora più importante alla luce della vicenda che vede la ex presidente e il suo l’ex direttore del personale (licenziato dalla Gilardoni Raggi X per giusta causa) e suoi braccio destro accusati di mobbing che ad oggi equivale all’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi per il codice penale.

Qquello di Alberto Comi è un altro nome eccellente finito nella lista degli indagati. Ex direttore dell’Unione Industriali di Lecco (con Rossella Sirtori e Franco Keller alla presidenza), Comi era divenuto prima consigliere particolare della stessa Maria Cristina Gilardoni che poi lo aveva promosso nel consiglio di amministrazione insieme all’ex ministro Roberto Castelli. L’accusa nei suoi confronti è quella diu «usurpazione di titolo»: si sarebbe in sostanza comportato da consulente del lavoro senza averne in realtà la qualifica.