Como, 19 dicembre 2017 - I volontari delle associazioni che assistono i bisognosi a Como si ribellano all'ordinanza del Comune che impediva di fornire colazioni ai senzatetto. Per le associazioni è una "vergogna essere additati nuovamente nella stampa nazionale e internazionale a città dei Balocchi ma senza carità e solidarietà a causa di un provvedimento violento perchè attacca i più deboli, ingiusto perchè pensa solo alla città delle vetrine e non a quella delle persone, inutile perchè commina sanzioni economiche inesigibili da persone disperatamente povere, devastante perche' mina alla radice la storia e la rispettabilità civile di una citta' da secoli accogliente. A una città capace di apertura e di solidarieta' si vuole sostituire definitivamente quella fondata sulla discriminazione per censo".

I volontari chiedono al consiglio comunale della città, alle forze politiche, a quelle sindacali, al terzo settore e a tutti i cittadini e le cittadine di condannare l'ordinanza contro i poveri e di ristabilire la giustizia e la legalità in città e di partecipare alle iniziative che la contrastano. "Chiediamo al sindaco di ritirare l'ordinanza contro i poveri e di ripristinare la legalità turbata da qual provvedimento ingiusto e disumano.  Di restituire il corpo dei vigili urbani, costretto dall'ordinanza a svolgere rastrellamenti dei poveri in città, ai suoi compiti di custodi del territorio e di presenza autorevole perchè interprete delle norme, delle leggi e della giustizia - continua la nota - per manifestare la reale  sensibilità umana della città di Como, la sua cultura millenaria e civile, invitiamo tutti a partecipare sabato alle 10 avanti all'ex chiesa San Francesco al Bivacco solidale, nello stesso luogo dove domenica 17 dicembre, tradendo lo spirito stesso del Natale, è stato impedito dai Vigili urbani, con un atto inqualificabile, ai volontari e alle volontarie di dare cibo a chi ha fame". 

RACCOLTA FIRME -  "Egregio sindaco di Como, la solidarietà non si multa". E' lo slogan scelto dalla sezione di Como della Sinistra Italiana per lanciare una raccolta firme e chiedere, attraverso un ricorso da presentare al Presidente della Repubblica, l'annullamento dell'ordinanza anti-accattonaggio disposta nei giorni scorsi dal sindaco della cittadina lariana, il forzista Mario Landriscina. Sinistra Italiana denuncia che, "il sindaco non solo colpisce le fasce più deboli della cittadinanza, le persone senza fissa dimora, ma, ancor peggio, la solidarietà dei cittadini che, facendosi carico delle Vostre omissioni, cerca di sostenere chi è più vulnerabile". Tutto questo, insiste la sezione comasca di Sinistra Italiana, rappresenta "una ferita ai principi sussidiarietà e solidarietà costituziolmente garantiti". Sarà l'avvocato Cathy La Torre, responsabile nazionale per i diritti civili e sociali del partito, a patrocinare gratuitamente ricorso di Sinistra Italiana contro un'ordinanza "indecorosa".