Brescia, 5 febbraio 2017 - Più cinema nelle scuole bresciane. Non solo perché la settima arte apre la mente, ma anche perché, con le nuove piattaforme multimediali che stanno nascendo, ci sarà sempre più bisogno di registi, autori, produttori. Il consiglio spassionato a presidi e docenti arriva da chi del cinema ha fatto la sua vita: il produttore Pietro Valsecchi e il registra, cinque volte David di Donatello, Daniele Luchetti. Con loro si è aperta la nuova edizione di Old Cinema, nata nel 2012 per iniziativa della fotoreporter Ambra Craighero, primo progetto nazionale per la ricerca delle sale perdute, la miriade di ex cinema del nostro Paese chiusi, dimenticati o in trasformazione – che hanno rappresentato luoghi importanti per la creazione di una cultura e un’identità collettiva.

La prima giornata, che ha visto come protagonisti per l’appunto Luchetti e Valsecchi, si è articolata in incontri “on the road”, tra metro e luoghi cult della città, per concludersi con la proiezione nella chiesa di San Giorgio del film Chiamatemi Francesco, firmato dal regista romano e prodotto dalla Taodue di Valsecchi. «Scrivete, scrivete, scrivete!», l’incoraggiamento del produttore ai bambini della scuola elementare Santa Maria bambina ed agli studenti del Calini che hanno incontrato i due ospiti nella stazione metropolitana di San Faustino, incalzandoli con domande su papa Francesco e sul cinema. Parlando delle nuove piattaforme, come Netflix, Luchetti ha spiegato che «nel futuro si apriranno nuovi spazi, ci saranno molte opportunità di lavoro per registi e autori».

Importante la formazione, che deve partire sin dalle scuole primarie. «Ringrazio Brescia – ha proseguito il regista – per questa iniziativa che porta il cinema anche nelle scuole, siamo assolutamente felici di questo progetto, abbiamo bisogno di far appassionare al cinema i giovani». Regista e produttore hanno invitato i giovani bresciani a coltivare idee e sogni. «Scrivete storie di avventura, quello che vi piace – ha esortato Valsecchi – e chissà che non nascano da qui nuovi talenti». L’ispirazione? Non bisogna per forza parlare dei massimi sistemi: le idee più belle possono nascere dall’esperienza personale, dalle storie locali, dalla quotidianità. «Più si è locali – conclude Valsecchi – più si è internazionali. Pensiamo al cinema italiano degli anni ’50. Le nuove piattaforme multimediali possono dare lunga vita alla nostra cultura. Il vero problema, che va corretto, è che oggi le persone vedono più film ma pagano poco o nulla. Se si riuscirà a far pagare a tutti il giusto, si apriranno potenzialità enormi».