Brescia, 10 settembre 2017 - L'ordigno bellico della Seconda guerra mondiale, ritrovato a luglio nei pressi dello scalo ferroviario della Piccola velocità a Brescia, è stato fatto brillare nel primo pomeriggio. Una grande operazione ha permesso l'evacuazione di 1.500 persone dal quartiere interessato. La bomba è stata prima spostata, in un secondo momento è stata fatta brillare in una cava in provincia.

Per procedere a disinnescare la bomba è stata creata una 'zona rossa' di mezzo chilometro e 1.500 persone sono state costrette a rimanere fuori casa. Le operazioni, gestite dai militari del Decimo reggimento guastatori di Cremona, sono iniziate alle 8 e si sono concluse attorno alle 14 quando l'ordigno bellico, una volta despolettato, è stato portato in una cava a Calcinato, in provincia di Brescia, e fatto esplodere. L'attività si è interrotta a metà mattina quando alla polizia locale di Brescia è arrivata la segnalazione di una badante: "l'anziana che assisto è rimasta in casa, nella zona rossa", ha spiegato la donna. Le operazioni sono state quindi fermate fino al recupero dell'anziana che effettivamente era nel suo appartamento in zona off limits. Poi tutto è proseguito secondo quanto stabilito dalla Prefettura bresciana. L'ordigno bellico pesava 227 chilogrammi, e conteneva oltre 110 chili di esplosivo e sarebbe stato sganciato da un aereo americano durante la Seconda guerra mondiale.