Brescia, 13 gennaio 2018 - Il tribunale dei minorenni aveva acconsentito alla sua richiesta di restare con le due figlie (due anni la più grande, otto mesi la più piccola) ospiti di una comunità protetta, nei giorni scorsi lo stesso Tribunale le ha revocato il permesso ritenendola una consumatrice di stupefacenti. Nuovo capitolo nella vicenda delle due bimbe romene abbandonate alla fine di novembre in auto dal padre (un 44enne romeno) che era in un bar di Borgo San Giacomo a giocare con il videopoker mentre la madre ventenne poco lontana si stava prostituendo.

Le due bimbe, recuperate dai carabinieri della compagnia di Verolanuova, erano state accompagnate in ospedale dove erano risultate positive alla cocaina trovata forse in auto e ingerita. La Procura dei minori aveva subito avviato la pratica per l’adottabilità delle piccole dopo avere osservato pure le condizioni dell’abitazione in provincia di Cremona dove vivevano con i genitori. Nei giorni scorsi ai due genitori è stata notificata la sospensione della potestà genitoriale e il prossimo 29 gennaio saranno in tribunale dei minorenni per essere ascoltati. Alla donna era però stato permesso, contro il parere della Procura, di stare nella struttura protetta (da dove la giovane madre poteva comunque uscire senza alcuna restrizione) con le due figlie. Fino a pochi giorni fa quando, dopo un controllo antidroga, ha deciso di revocarle la possibilità di vivere nella struttura.

Nel corso di una perquisizione, a chiedere l’intervento gli stessi operatori della comunità, gli agenti non hanno trovato stupefacente ma i sospetti sono rimasti (i cani antidroga avrebbero fiutato della tracce di droga) e così è partita la segnalazione. Nuovi guai quindi per la ragazza che, per la vicenda della positività alla cocaina, è indagata a Brescia insieme al marito per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Solo il 44enne è invece indagato per abbandono di minore. A breve la chiusura delle indagini.