Brescia, 29 ottobre 2016 - Potrebbe essere a un passo dalla conclusione l’incubo di Saverio De Sario il 46enne di origini sarde, ma residente a Brescia, condannato a undici anni di carcere per violenze sessuali sui due figli che poi a distanza di anni dalla denuncia fatta hanno ritrattato tutto. Ieri mattina davanti alla Corte d’Appello di Perugia è stata celebrata l’udienza per discutere la richiesta di revisione del processo presentata dall’avvocato bresciano Massimiliano Battagliola. Parere favorevole alla revisione del processo a carico del 46enne - accusato anche di avere abusato di una nipote - l’ha avanzato anche il il Procuratore generale di Perugia.

Nelle prossime ore non solo potrebbe arrivare l’ordinanza del giudice che farebbe ripartire il processo, ma potrebbe essere anche disposta la scarcerazione dell’uomo attualmente detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sassari. «Attendiamo la decisione della Corte di Appello – commenta l’avvocato Massimiliano Battagliola – Siamo comunque fiduciosi nella riapertura di un nuovo processo». A rimettere in discussione la sentenza di condanna nei confronti dell’uomo sono stati i suoi stessi figli, Michele e Gabriele , che lo scorso anno, 14 anni dopo i presunti abusi (i due ragazzini allora avevano 12 e 9 anni) avvenuti tra la Sardegna e Brescia, hanno ritrattato le pesanti accuse. «È stata la mamma a dirci di raccontare quelle cose – avevano spiegato i due ragazzi – Papà non ci hai fatto niente». Uno dei due, Gabriele, già nel 2009 aveva scritto in un memoriale la sua verità ma, come aveva ricordato lo stesso figlio di De Sario, nessuno si era preso la briga di leggerlo.

Un anno fa la decisione di far riprendere in mano ai giudici la vicenda. Giusto dodici mesi però la la quarta sezione della Corte d’appello di Roma aveva detto no ad un nuovo processo dichiarando inammissibile l’istanza. Una doccia fredda che però non aveva spento la voglia di far riaprire il caso. Ad aprile il nuovo, e atteso, colpo di scena con la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Massimiliano Battagliola contro il rigetto di pochi mesi prima.

Ora la palla è in mano alla Corte d’Appello di Perugia che nelle prossime ore potrebbe riaprire il caso. Nella richiesta di revisione oltre al memoriale con cui il 46enne viene scagionato dai figli sono presenti anche altri documenti e prove a favore di Saverio De Sario. Tra gli allegati c’è infatti anche un certificato medico di alcuni mesi fa redatto da un ginecologo che ha visitato la nipote di De Sario (dodicenne all’epoca delle presunte violenze di 14 anni fa) che negli atti processuali risultava essere stata abusata più volte dallo zio. Nel documento il medico esclude che questo possa essere accaduto visto che la ragazza risulterebbe vergine.